Può dirsi oramai entrata a pieno regime l’attività della Commissione d’accesso agli atti amministrativi inviata lo scorso 7 marzo al Comune di Corigliano Calabro – per sospette infiltrazioni mafiose nell’ente pubblico – dal prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao e composta dal viceprefetto Filippo Romano, dal dirigente in quiescenza del Ministero dell’Interno Antonio Scozzese e dal sottotenente della Guardia di Finanza Giulio Tavanzo.

Stamane, infatti, sarebbero stati convocati – non nella sede municipale di Palazzo Garopoli (foto) bensì in Prefettura a Cosenza – i tre componenti il Nucleo di valutazione esterno degli atti amministrativi del Comune jonico. Tina Alessandra Bufano, Maria Teresa Nardo e Mario Elmo, le prime due professioniste originarie di Cosenza e Vibo Valentia, l’altro avvocato coriglianese imparentato col sindaco Giuseppe Geraci, tutt’e tre nominati dallo stesso primo cittadino quali componenti l’importante organismo municipale, da nostre informazioni sarebbero stati invitati a presentarsi in Prefettura alle 14 di oggi.

Difficile ipotizzare il merito degli argomenti oggetto della convocazione, ma è del tutto plausibile che la Commsssione d’accesso prefettizia abbia deciso d’interrogare i componenti il Nucleo di valutazione esterno a seguito delle audizioni, tenutesi in Municipio tra martedì e mercoledì scorsi e sui cui contenuti non è trapelato alcunché, del sindaco Geraci, del segretario generale del Comune, Salvatore Bellucci, dell’assessore al Bilancio, Programmazione economica e finanziaria e Tributi, Mauro Stellato, e d’alcuni funzionari comunali responsabili di settori.      

 

 

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