Ancora commistioni tra ‘ndrangheta, istituzioni e burocrazia comunali a Corigliano Calabro? A tale domanda – sottesa al relativo sospetto – dovranno rispondere il viceprefetto Filippo Romano, il dirigente in quiescenza del Ministero dell’Interno Antonio Scozzese ed il sottotenente della Guardia di Finanza Giulio Tavanzo, la triade che compone la Commissione d’accesso agli atti amministrativi del Comune jonico nominata ed inviata martedì 7 marzo scorso dal prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, su delega del Ministro dell’Interno Marco Minniti.

Tra ieri pomeriggio e la giornata odierna è entrata a regime l’attività ispettiva ed investigativa demandata ai commissari, i quali, di stanza nella sede municipale di Palazzo Garopoli (foto), hanno espletato le loro prime attività. Che sono cominciate con delle convocazioni attraverso le quali sono stati invitati a comparire al loro cospetto, uno ad uno, il sindaco Giuseppe Geraci, il segretario generale del Comune Salvatore Bellucci, l’assessore al Bilancio, Programmazione economica e finanziaria e Tributi Mauro Stellato, ed alcuni funzionari comunali responsabili di settori.

Più che di normali colloqui – da quel poco che trapela dagli stessi ambienti comunali – si sarebbe trattato di veri e propri interrogatori pur magari cordiali. D’altronde sarebbe del tutto naturale, considerato il tipo d’attività delegata dal prefetto alla stessa triade commissariale d’accesso agli atti dell’ente pubblico. Nulla è dato di sapersi in merito al tenore e soprattutto ai contenuti degl’incontri, in un contesto di generale spasmo che avvolge tanto i corridoi del “palazzo” quanto la città, i suoi oltre 40 mila residenti, i suoi ambienti politici e sociali. Dove le illazioni si susseguono di minuto in minuto sui possibili torbidi scenari che potrebbero (ri)aprirsi in un Comune i cui organi elettivi sono stati già disciolti poco meno di sei anni fa per certificati condizionamenti esterni di stampo ‘ndranghetista nelle attività amministrative pubbliche. E in uno scenario politico ancora più confuso di quanto lo era già e da tempo. Nella giornata di ieri, infatti, s’erano diffuse voci circa possibili dimissioni del sindaco Geraci, rimaste comunque non confortate da alcun tipo di “segnale”.

Ciò proprio mentre la Commissione d’accesso, da qui alle prossime settimane, sarà impegnata nella ricerca documentale dei cosiddetti “riscontri oggettivi individualizzanti” a fatti d’interesse investigativo già emersi in sede d’indagine giudiziaria da parte della Procura di Castrovillari e della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro che ne hanno trasmesso al prefetto Tomao i relativi “dossier”.                            

 

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