Non tutte le posizioni politiche – pur legittime – assumono il carattere della rispettabilità. Non è rispettabile, per esempio, quella implicitamente espressa nella giornata di ieri dal sindaco di Corigliano Calabro, Giuseppe Geraci (nella foto, col sindaco di Rossano Stefano Mascaro), in ordine all’acceso processo di fusione istituzionale ed amministrativa tra il Comune oggi da lui rappresentato ed il Comune di Rossano.

Le motivazioni espresse da Geraci – il quale richiede formalmente al presidente della Regione Calabria un rinvio in ordine alla convocazione del referendum consultivo popolare sulla fusione – sono ammantate di serietà, ma serie non lo sono affatto «attesa la mia propensione a favorire, da sempre, l’auspicata fusione» (sic!). Geraci ne approfitta ficcandosi nella dialettica politica interna al Comune di Rossano in merito al precario stato finanziario dell’ente. Entrando senza bussare né salutare in casa d’altri ed aprendone il frigorifero. Facendosi “forte” della situazione finanziaria del Comune di Corigliano – la…Germania della Magna Grecia! – e del proprio paesotto ogni giorno denunciato a furor di popolo brutto, invivibile e malamministrato.

Afferma, l’intrepido sindaco coriglianese, d’essersi “innamorato a prima vista” dei Comuni di Cassano Jonio e Villapiana che sulla base d’apposite delibere assunte dai rispettivi consigli comunali vorrebbero essere coinvolti nel processo di fusione tra Corigliano Calabro e Rossano. Lo stesso Geraci il quale oltre la frazione coriglianese di Cantinella fino a qualche giorno addietro non era mai andato. E dice che si premurerà «di sentire a breve le rappresentanze dei portatori di interesse, anche privato, presenti nel mio Comune in appositi appuntamenti di ascolto, all’esito dei quali relazionerò in Consiglio comunale allo scopo di integrare la delibera n. 3 dell’1 febbraio 2016 (quella che ha dato impulso alla fusione con Rossano)», e che nel contempo farà «richiesta di approvazione di un apposito e conseguenziale emendamento integrativo alla delibera consiliare approvata recentemente, su proposta del consigliere Graziano, dal Consiglio regionale nella seduta del 27 gennaio 2017, tale da consentire l’estensione della fusione quantomeno al Comune di Cassano all’Jonio». Già.

Perché non è per nulla rispettabile la posizione politica (!!!) del sindaco Geraci è presto detto. Perché è maldestramente mistificatrice della propria vera posizione politica, quella che tuttavia non esprime e che oramai non potrà più permettersi il lusso d’esprimere. Sì, perché Geraci è contro la fusione. Ma non ne sa esprimere uno straccio di motivo. E adesso – nell’ora del redde rationem – è in seria difficoltà perché dovrebbe ammettere d’avere assunto una posizione politicamente bugiarda e d’averne persino espletato i relativi atti e passaggi istituzionali! Non vuole formalmente sbugiardarsi, Geraci, ma politicamente l’ha già fatto. E molti, moltissimi, tra Corigliano e Rossano, questo l’hanno capito da un bel pezzo. Cosa succederà adesso è difficile da prevedere. Geraci certamente non potrà capeggiare il fronte coriglianese del “No alla fusione con Rossano” le cui posizioni politiche sono, invece, rispettabili, anzi rispettabilissime. 

 

Di admin