Attraverso un atto di dodici pagine, il sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello di Catanzaro, Salvatore Di Maio, ha presentato ricorso d’appello contro la sentenza d’assoluzione, emessa il 24 ottobre dello scorso anno nei confronti di due carabinieri in forza al Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Rossano.

I quali durante la notte tra il 20 e il 21 gennaio del 2011 avevano ucciso, dopo un inseguimento lungo la strada statale 106, il 36enne pregiudicato di Castrovillari Sandrino Greco (foto) il quale poco prima aveva rubato un’autovettura di proprietà d’un imprenditore di Rossano.

Il brigadiere Pasquale Greco e l’appuntato scelto Luca Zingarelli, entrambi difesi dall’avvocato Ettore Zagarese del foro di Castrovillari, imputati per omicidio volontario conseguente all’uso illegittimo delle armi, erano stati assolti con la formula “perché il fatto non costituisce reato” da parte dei giudici della Corte d’assise di Cosenza, i quali avevano ritenuto legittimo l’uso delle armi. Sandrino Greco fu assassinato per non essersi fermato ad un posto di blocco. I due militari dell’Arma gli spararono contro ben ventuno colpi usando le loro pistole d’ordinanza.

Il sostituto procuratore generale Di Maio, accolta l’istanza presentata alla Procura generale da parte dei genitori dell’ucciso, parti civili nel processo conclusosi con l’assoluzione dei due carabinieri a Cosenza e rappresentati dall’avvocato Giuseppe De Marco del foro di Cosenza, ha appellato quel verdetto formulando l’accusa d’eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. Per i due carabinieri vi sarà dunque un nuovo processo.          

 

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