Conferenza stampa del candidato sindaco di “Liberi per cambiare”

L’ufficializzazione della sua candidatura a sindaco è una notizia superflua. Che il movimento civico “Liberi per cambiare” sia nato proprio intorno alla sua figura e proprio perché la sua figura ne incarni le vesti del candidato sindaco nella primavera del 2018, è, infatti, cosa assai risaputa e da tempo.

Già, perché l’imprenditore Aldo Algieri è “in campo” oramai da oltre un anno per rappresentare, coi suoi, l’alternativa all’attuale establishment che regge le sorti del Comune di Corigliano Calabro, incarnato dal sindaco Giuseppe Geraci e dalla propria cordata d’assessori e consiglieri d’una maggioranza altrettanto civica quanto ispirata al centrodestra o a quel che fu quest’ultimo. 

Nella tarda mattinata odierna, Algieri, stretto ai suoi sostenitori, ha tenuto una conferenza stampa proprio presso la sede del movimento “Liberi per cambiare” di Via Provinciale. E da candidato sindaco Algieri ha sparato a zero contro gli attuali inquilini del Municipio. 

«Corigliano è in uno stato di degrado mai visto» – ha detto – «e perdippiù Geraci e i suoi hanno lasciato mezzo paese senz’acqua da due settimane in qua, compresi i giorni di Natale e di Santo Stefano, senza peraltro spiegare ai cittadini interessati, e in modo convincente, il motivo del disservizio, senza spiegare nulla; e credo sia proprio per questo che nel paese continua a registrarsi quella recrudescenza di vandalismo contro gli arredi urbani e il bene pubblico in genere di cui lo stesso Geraci si lamenta senza rendersi conto che forse è proprio la sua incompetenza e quella dei suoi assessori ad alimentarla».

È durissimo Algieri. E fa riferimento ai diversi filoni d’indagini giudiziarie che stanno interessando il Comune da qualche anno in qua, concretatisi pure attraverso alcuni sequestri preventivi di copiosa documentazione, in particolare presso gli uffici urbanistici e presso la società municipalizzata “Meris” che gestisce la struttura del Mercato ittico di Schiavonea. Da qui l’appello dello stesso Algieri al sindaco Geraci: «Garantisca al Comune almeno una fine “normale” del proprio pur fallimentare mandato amministrativo, e faccia in modo da scongiurare eventuali disgrazie del recente passato (il riferimento implicito è allo scioglimento degli organi elettivi del Comune del 2001 per infiltrazioni mafiose), perché Corigliano e i coriglianesi non meritano ulteriori umiliazioni; se il sindaco Geraci dovesse rendersi conto di non riuscire a garantire un fine mandato “normale”, così come è palesemente incapace d’amministrare, allora che si dimetta prima».

Sollecitato dalle domande dei cronisti presenti, molti sono stati gli argomenti toccati da Algieri, non scevri d’aspre critiche sempre all’indirizzo del sindaco Geraci e dei suoi. Così sul processo di costruzione della fusione amministrativa col vicino Comune di Rossano – «raffazzonato» – così sulla «scarsissima attenzione sulla continua ed irrefrenabile spoliazione dei servizi sanitari sul territorio comunale e comprensoriale». Così su altri temi.

In conclusione Algieri ha accennato ai propri progetti da candidato sindaco, tuttora in fase di studio – ha annunciato – grazie alla collaborazione di numerosi e qualificati volontari del movimento e vicini al movimento “Liberi per cambiare”. E ha dichiarato che qualora dovesse diventare sindaco di Corigliano Calabro la propria prima azione sarà proiettata a restituire decoro urbano in ogni angolo d’essa, «che oggi si presenta come disastrata sotto i più elementari aspetti degli standard urbanistici d’un qualsiasi Comune», ed a creare «condizioni tese a favorire opportunità di lavoro in una realtà urbana e sociale che sta vedendo morire giorno per giorno attività commerciali e produttive».       

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