Sopravvivere a Corigliano Calabro. Dove un manipolo di pseudoamministratori dal 2013 arroccato nella casa comunale continua a combinarne – impunemente – di tutti i colori. L’ultima della serie: in diverse zone di questo luogo orripilante sono oramai diversi giorni che nelle case dei cittadini manca l’acqua. E, a dispetto delle decine e decine di telefonate che quotidianamente giungono negli uffici comunali e spesso direttamente agli stessi pseudoamministratori, dall’infame “palazzotto” non giunge alcuna notizia.

E, qualora giunga qualche notizia, essa si rivela palesemente falsa. Con l’ufficio propaganda del sindaco Giuseppe Geraci e della sua cricca che viene spacciato per ufficio stampa e pagato, anzi strapagato, col denaro dei contribuenti coriglianesi per spacciare false comunicazioni d’ogni genere. «Erogazione idrica, lunedì 19 mancherà l’acqua in alcune vie dello Scalo e contrade, a causa di interventi straordinari sulla condotta di contrada Giosafat. È quanto fanno sapere gli uffici comunali, specificando che lo stop è previsto dalle ore 7 alle ore 17, salvo ritardi nell’ultimazione dei lavori. Le zone interessate saranno Via Fontanelle e il quartiere Gallo d’oro, nello Scalo, le contrade Muzzari, Visciglietti e Mezzofato. 
L’amministrazione comunale si scusa per i disagi». Questa comunicazione, rivelatasi falsa, era stata diramata lo scorso 15 dicembre, con largo anticipo dunque, sul previsto disservizio. Ma l’acqua nelle zone interessate è mancata nelle giornate di sabato 17 e di domenica 18. Lunedì 19 – al contrario – nelle stesse zone, dalle ore 7 alle ore 17 l’acqua nelle case dei cittadini di quelle zone c’era eccome! Salvo poi scomparire dai rubinetti, proprio dopo le 17, per poi ricomparire a notte fonda quando di certo non serviva a nessuno.

Il problema della carenza idrica a Corigliano Calabro è cominciato proprio con la disamministrazione Geraci. Da anni, infatti, almeno sotto questo aspetto, qui si prosperava, eccezion fatta per l’evenienza di qualche guasto o momentaneo disservizio che può capitare in qualsiasi momento. Ci si domanda, allora, non è che la disamministrazione Geraci abbia accumulato notevoli ritardi nella corresponsione dei canoni dovuti a “Sorical Spa” (la società regionale per le risorse idriche) e questa abbia limitato l’erogazione dell’acqua al Comune di Corigliano Calabro come ha fatto in altri comuni della regione? In tale eventualità, apparirebbe chiaro che il Comune dovrebbe in qualche modo razionalizzare l’erogazione dell’acqua, “distribuendola” di zona in zona secondo orari e “criteri” avvolti nel più assoluto mistero. È proprio così? Chissà.

Da qualche mese, poi, Geraci va “denunciando” sabotaggi degl’impianti da parte – ovviamente – d’ignoti. E le denunce contro ignoti – si sa – non servono a un piffero perché nella stragrandisssima maggioranza dei casi non sortiscono alcun effetto investigativo se non qualche pernacchia da parte degli ufficiali di polizia giudiziaria che sono costretti noiosamente a batterle sui computer delle caserme.

Ma sospetti di corridoio ne circolano a Corigliano Calabro, dentro e fuori il palazzotto, e Geraci si rivela sempre più ridicolo dal momento che non può non sapere di tali sospetti. Già, ma che cosa si sospetta? È presto detto. Nostre fonti ci rivelano che i “sabotatori” cui spesso fa riferimento Geraci alberghino proprio dentro gli uffici comunali, per favorire lavori straordinari da parte d’imprese e ditte di cui sarebbero “a libro paga” e per favorire loro stessi con ore e giorni di “lavoro” straordinario. È vero? Geraci crediamo conosca la verità in ogni sua sfumatura. 

 

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