Leggiamo d’una presunta polemica, sollevata sui deludenti (senza virgolette) risultati conseguiti dal Liceo classico “Giovanni Colosimo” di Corigliano Calabro secondo “Eduscopio” della Fondazione Agnelli, col dirigente scolastico Pietro Maradei http://www.altrepagine.it/index.php/254-corigliano-il-preside-ha-perso-i-buoi-e-va-cercando-le-cornaE la cosa ci stimola a (ri)parlarne, o meglio a (ri)scriverne. Soprattutto in virtù del fatto che ad indossare la toga di difensore del preside Maradei (inciampato egli stesso nella buccia di banana d’una battuta, innescandovi una polemica dettata dalla propria permalosità intellettuale) è un ex recente allievo del liceo, come noialtri d’altronde pur se un pò più datati come “ex”.

 

Scrive Antonio Viteritti, il quale oggi è certamente un brillante studente universitario o magari già laureato, che «se la sua colpa (di Maradei) è quella di sottrarre, per quanto possibile, i nostri licei alle logiche di mercato e di non comportarsi come preside-manager di una scuola-azienda per me è nel giusto. Eduscopio fa parte della “prestigiosa” fondazione Agnelli del Gruppo Fiat (insomma valuta le scuole per conto dei capitalisti secondo il loro punto di vista), che stila una classifica delle scuole in base ai risultati ottenuti dagli studenti nel primo anno di università, quindi indirettamente pone la competizione, insita nella mentalità capitalistica, fra scuole e studenti al primo piano. Naturalmente Eduscopio non tiene conto delle differenze di classe che vi sono fra gli studenti, in base alle quali gli studenti dei ceti popolari difficilmente riescono ad iscriversi all’università per gli elevati costi che comporta o difficilmente possono permettersi di pagare migliaia di euro per corsi privati che preparano ai test di medicina e non tiene conto che vi sono differenze fra un corso di laurea e l’altro e fra le varie università! Per queste motivazioni ritengo che Eduscopio sia l’indice meno adatto per valutare la preparazione che dà una scuola o quella degli studenti, soprattutto in virtù dei tagli, di oltre 20 miliardi, all’istruzione pubblica operati negli ultimi 8 anni dai governi di centro-destra e centro-sinistra (semmai i responsabili sono loro altro che Maradei!) che hanno dequalificato la scuola pubblica.
 Ricordo a tutti che comunque i Licei di Corigliano negli ultimi anni stanno ottenendo ottimi risultati in competizioni nazionali (olimpiadi di matematica, certamen ecc) cercando, nei limiti di una didattica sempre più nozionistica e piegata alle logiche di mercato grazie a varie riforme fra cui la Buona Scuola, di formare uno spirito critico fra gli studenti, perché secondo me il concetto di cultura può essere sintetizzata in questo bellissimo pensiero di Antonio Gramsci, secondo il quale la “Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri”. 
Concludo esortandovi a non cadere in facili tranelli e facili campanilismi ed esortando il Preside Maradei a continuare su questa strada, cercando di mantenere i nostri licei fuori dalle logiche di mercato e cercando di far sbocciare negli studenti quello spirito critico che l’istruzione pubblica italiana, per i motivi sopra elencati, ormai non dà più».

Davvero un modo originale, quello di Viteritti, per “confutare”, o meglio per mistificare, la magrissima figura rimediata dal Liceo classico di Corigliano Calabro che nella classifica dei migliori licei classici calabresi (primo piazzato quello di Lamezia Terme, secondo quello di Rossano) non vi compare affatto. Un intervento, quello del recente ex allievo del liceo coriglianese, lungo quanto colmo di luoghi comuni(sti). Un pò come affermare che nell’eventualità ci conferissero una laurea ad honorem alla “Luiss-Guido Carli”, noialtri la rifiuteremmo poiché è l’università della Confidustria e noialtri siamo da sempre fautori delle università pubbliche che abbiamo frequentato, dove ci siamo laureati, e contro qualsiasi forma di finanziamento pubblico a quelle private di qualsiasi tipo, perché la nostra visione culturale del diritto allo studio è da sempre ed oggi a maggior ragione in contrapposizione alle “logiche” della cultura privatizzata e mercificata. E non venisse in mente ad alcuno d’azzardare qualsivoglia tipo di “paragone” con lo snobismo culturale di Bob Dylan verso gli alti accademici di Svezia ed il Premio Nobel, che qui c’entra come i cavoli a merenda. E pure il comunismo di Viteritti qui non c’entra affatto. Un comunismo che poi c’è chi lo predica, anche attraverso le citazioni colte di Gramsci, e chi lo pratica quotidianamente, ma pure questo qui non c’entra. C’entra invece il “luogocomunismo” di Viteritti, che basta a dirla piuttosto lunga sulla “formazione” di oggi presso il Liceo classico coriglianese. Vogliamo parlarne? Sarebbe proprio il caso.      

 

 

 

 

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