Prosegue l’inchiesta avviata dalla Procura di Castrovillari che ha puntato i suoi fari su una serie d’“appalti sospetti” concessi da Palazzo Garopoli, la sede municipale di Corigliano Calabro. E ne emerge qualche spaccato, relativo al servizio di vigilanza armata fornito dalla società “Sibari control” – dallo scorso giugno inibita a prestare tale servizio con apposito provvedimento di revoca della licenza da parte del prefetto di Cosenza, Gianfanco Tomao – presso l’autoparco comunale coriglianese.

L’istituto di vigilanza in questione ha infatti fornito per anni il servizio di vigilanza armata presso la struttura comunale con proprio personale. E, scaduto il contratto, l’affidamento del servizio era stato prorogato d’anno in anno, senz’alcun tipo di gara pubblica ed a costi elevatissimi, parliamo all’incirca di 90/100 mila euro annui. A prorogare il servizio, di volta in volta, ci avevano pensato i vari responsabili del Settore Manutentivo, spesso senz’adeguata documentazione e con modalità a quanto pare “strane”, sulle quali stanno oggi indagando i magistrati inquirenti.

A seguito dello scioglimento degli organi elettivi del Comune per infiltrazioni mafiose, nel 2011, una volta insediatasi la Commissione straordinaria, tra i vari tagli, l’organo amministrativo decise d’intervenire pure su tale servizio. E, con atto deliberativo adottato coi poteri della Giunta comunale, il n. 143 del 6 settembre 2011, conferì al responsabile del Settore Manutentivo-Ambiente, Antonio Durante, un atto d’indirizzo finalizzato ad avviare la procedura per il nuovo affidamento del servizio, adottando un capitolato d’appalto che prevedesse l’installazione di sistemi di telesorveglianza al costo di 20 mila euro annui. La “Sibari control” ha però continuato, in proroga, a svolgere il servizio di vigilanza armata e ad essere ovviamente pagata. Già, ma con cifre ben superiori al tetto dei 20 mila euro fissato dalla Commissione straordinaria.

Arriviamo all’amministrazione retta dall’attuale sindaco, Giuseppe Geraci. Al posto di responsabile del Settore Manutentivo-Ambiente approda la funzionaria Filomena De Luca, la quale si guarda bene dal dare seguito alla procedura mai avviata dai propri predecessori, e, al contempo, liquida le laute fatture della “Sibari control”. Dopo un rinnovo d’incarico, alla De Luca subentra il funzionario Francesco Bua. E, con la nomina di Bua, entra in ballo pure l’ex comandante della Polizia municipale, Luigi Greco, dal momento che Bua capisce che la faccenda “Sibari control” è parecchio “scottante”. Bua, infatti, in virtù della propria “corsia preferenziale” col segretario generale del Comune, Salvatore Bellucci – i due sono entrambi d’origini arbereshe – passa la “patata bollente” proprio a Greco, proprio attraverso un atto firmato da Bellucci. Il quale, di punto in bianco, con atto d’organizzazione del 18 febbraio 2014 trasferisce a Greco la linea d’attività “Vigilanza autoparco” sino ad allora e da sempre in capo al Settore Manutentivo-Ambiente. E questo avviene senza prima avere assegnato neppure un centesimo al Piano esecutivo di gestione del Settore Polizia municipale. Passano alcuni giorni e da Greco si presentano alcuni soggetti della “Sibari control” i quali reclamano il pagamento di fatture arretrate, rappresentando d’essere stati indirizzati, per tale incombenza, dal “duo” Bua-Bellucci, dal dipendente “tuttofare” Giorgio Madeo, e dal responsabile del Settore Finanziario, Giovanni Santo. Nella vicenda s’inserisce pure l’allora responsabile del Settore Affari generali e vicesegretario generale del Comune, Vincenzo Iannuzzi, il quale “minaccia” provvedimenti nei confronti di Greco per il ritardo nell’avvio della procedura relativa al capitolato d’appalto che era stata decisa dalla Commissione straordinaria nel settembre dell’anno del Signore 2011!

Il 19 giugno 2014 Greco redige l’“Avviso esplorativo per manifestazione d’interesse”, con richiesta di pubblicazione all’Albo pretorio del successivo primo luglio, dopo appena due mesi dall’incarico, con conclusione della stessa procedura attraverso la chiusura di gara e l’aggiudicazione, quest’ultima avvenuta il 28 luglio 2014. E dunque, per il triennio 2014/2017 la vigilanza armata dell’autoparco viene assegnata per 60 mila euro (20 mila euro annui come richiesto dalla Commissione straordinaria nel 2011), attraverso il sistema di videosorveglianza e passaggi notturni di personale all’istituto di vigilanza “Orasis”, con aggiunta d’impianto anti-intrusione in tutti i locali dell’autoparco. Il servizio di vigilanza armata della “Sibari control” è cessato alle ore 24 del 31 dicembre 2014.

Su questa vicenda è adesso focalizzata l’attenzione della Procura castrovillarese, che, a seguito d’una circostanziata denuncia sporta da parte di concorrenti della “Sibari control” quand’era ancora affidataria del servizio in regime di proroga, delegò la Guardia di Finanza al fine d’acquisirne tutti i relativi atti. Nessuna delle persone citate ci risulta, al momento, iscritta nel registro degl’indagati. 

 

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