C’è del marcio nella gestione d’importanti appalti per la gestione di servizi pubblici affidati negli ultimi anni dal Comune di Corigliano Calabro? È la domanda cui dovrà dare una risposta la Procura di Castrovillari guidata da Eugenio Facciolla. Nei giorni scorsi, infatti, il capo dell’ufficio giudiziario inquirente, ha ordinato alla Guardia di Finanza il sequestro e la relativa acquisizione in Municipio (foto) d’una consistente mole documentaria riguardante una serie d’appalti per servizi, alcuni dei quali prorogati nel tempo senza apparenti motivi che ne potessero giustificare le stesse proroghe concesse da parte d’un Comune che troppo spesso appare “recalcitrante” ad emettere nuovi bandi di gara per quegli stessi appalti.

“Stranezze”, queste, più volte evidenziate da AltrePagine nei mesi passati e che hanno preso forma di denuncia vera e propria attraverso un dettagliatissimo esposto di notitia criminis presentato presso la Prefettura di Cosenza e poi transitato presso la stessa Procura castrovillarese investita del “caso” – o meglio dei “casi” – sui quali adesso sta indagando. Notizie di reati, dunque, sotto la lente d’ingrandimento di Facciolla e dei propri sostituti. Già. Ma quali appalti di servizio starebbero per essere passati al setaccio da parte dei magistrati inquirenti? Il riserbo negli stessi ambienti investigativi è massimo, ma qualcosa riesce comunque a trapelare dalle strettissime maglie in cui si muovono i detective investiti della dettagliata informativa di denuncia, firmata in calce, a quanto pare, da una fonte “interna” al Comune, oppure oggi esterna ma che molto di recente “interna” lo è stata. Si tratterebbe d’alcuni tra i più importanti appalti di servizio affidati da parte dell’ente pubblico, a cominciare dal servizio d’igiene urbana passando per quelli per la riscossione dei tributi, per la gestione dei depuratori e della rete d’illuminazione stradale pubblica, per finire con quello per il servizio di ricovero e vitto dei cani randagi ed altri tipi di servizi. Per svariati e svariati milioni d’euro sborsati dal Comune.

Cosa potrebbero celare di marcio cotanti e cotali appalti? Forse un vorticoso giro di piccole, medie e grosse tangenti? Ed eventualmente intascate da chi e in che modo? Naturalmente è ancora prestissimo per l’ufficio di Procura avanzare precise ipotesi di reato, ma i magistrati una traccia di partenza ce l’hanno nell’articolato esposto-denuncia in cui si parla d’appalti “gonfiati” negl’importi a base d’asta e, di conseguenza, d’aggiudicazione delle gare o delle tante concessioni in proroga dei servizi appaltati. Importi gonfiati per consentire in qualche modo alle imprese affidatarie di mettere ipotetici amici compiacenti “a libro paga”? Nessun nome compare nel registro degl’indagati. Per il momento.              

 

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