La privatizzazione della politica. Senza scandalo di (quasi) nessuno. Succede (anche) qui da noi. Già. Succede che il vicesegretario nazionale del maggiore partito di governo italiano, il Partito democratico – tale Lorenzo Guerini (foto) il quale più che un leader politico è un burocratello di partito proveniente dal Lodigiano – venga nella Sibaritide e segnatamente a Corigliano Calabro per una pubblica manifestazione a sostegno del “Sì” al Referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Ma succede che tale manifestazione non si tenga in una pubblica piazza oppure in una delle tante pubbliche sale convegni del posto. Bensì all’interno d’una privata azienda agricola. Perché si sceglie una sede aziendale privata anziché uno dei tanti luoghi d’incontro presenti nel luogo dell’incontro? Perché il Pd pratica il “sistema” della politica al servizio di privati, privatissimi comitati d’interesse, al contempo comitati di pressione sui lavoratori per estorcerne con estrema facilità il consenso allo stesso estremamente facile modo col quale agli stessi s’estorcono quelle condizioni “contrattuali” di lavoro note a tutti. D’altronde il giovane capoccia dell’attuale Governo, Matteo Renzi, docet. Secondo gli esponenti del comitato locale del “No” la scelta logistica avrebbe suscitato «forti imbarazzi e critiche anche all’interno del Pd coriglianese». A nostro avviso per null’affatto. Un tempo neppure troppo lontano almeno dicevano di scandalizzarsi per le locali scorribande elettoral-estorsive dei loro attuali e certamente futuri soci di Governo… 

 

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