«Pezzo di merda, ti faccio vedere io, io ti distruggo. Dov’è un bastone che ti faccio vedere io». Il “verbo” è quello d’un personaggio molto importante a Corigliano Calabro – almeno all’epoca del fatto – e comunque d’un personaggio ancora oggi notissimo a tutti. Già, perchè in fondo sono passati soltanto otto anni da quel 7 ottobre 2008.

Siamo all’angolo d’una strada centralissima della città e Michele Viceconte (foto), 73 anni, allora segretario comunale e massimo dirigente del Municipio, s’introduce nell’abitacolo della vettura di Angelo Antonio Pignataro, 51 anni, del luogo.
 Il dirigente comunale colpisce con schiaffi, calci e pugni la malcapitata vittima.


Quel fatto è oggi cristallizzato in una sentenza di secondo grado, emessa lo scorso 10 ottobre dal giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari, Luca Colitta. Che assolve Viceconte per i reati d’ingiurie e minacce nei confronti di Pignataro (perché oggi il fatto non è più previsto come reato, in quanto depenalizzato) ma ne ridetermina la pena a 300 euro di multa. La stessa sentenza dichiara Viceconte colpevole del reato di lesioni (ai soli effetti della responsabilità civile).

L’ex uomo pubblico è stato difeso in giudizio dagli avvocati Pasquale Pellegrino e Pierpaolo Cassiano, mentre la parte offesa, costituitasi in giudizio quale parte civile, è stata rappresentata dall’avvocato Antonio Fusaro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra poco meno di tre mesi.

A suffragare le accuse mosse nella querela sporta dalla vittima nei confronti del suo “carnefice”, erano accorsi tre testimoni del fatto che tanto il giudice di pace di Corigliano Calabro nel maggio del 2014 quanto il giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari qualche settimana fa hanno ritenuto credibili ed attendibili.


Pare che tra Viceconte e Pignataro vi fossero vecchie “ruggini” mai sopite. 
Rapporti piuttosto tesi da quando la consorte del secondo aveva partecipato al concorso per l’assunzione d’agenti di polizia municipale indetto dal Comune e che vedeva l’ex segretario comunale nella commissione esaminatrice. Concorso che la donna non aveva vinto.  

 

 

 

 

Di admin