Era il 15 febbraio scorso quando, durante la trasmissione televisiva “Piazza grande” https://www.youtube.com/watch?v=KQG9y20nAPs l’ex consigliere comunale di Corigliano Calabro, Cataldo Russo, riferiva d’«un progetto criminale» finalizzato a portare al vertice della Polizia municipale la nuora del sindaco, Giuseppe Geraci (foto), e d’«un incontro avuto col sindaco alcuni mesi fa nel quale lo stesso sindaco, dopo avermi esternato il “progetto” di portare sua nuora al comando della Polizia municipale, mi chiedeva un parere sulla questione specifica: “Come la vedi tu se si dovesse verificare una cosa del genere?”».

Delle molteplici indiscrezioni fuoriuscite negli ultimi giorni dalla stessa sede municipale di Palazzo Garopoli relative a tale “progetto” (l’aggettivo “criminale” lo lasciamo volentieri all’ex consigliere Russo) ci siamo occupati pure noi, venerdì scorso, palesando tutte le motivazioni per le quali non è possibile, attualmente, per il Comune di Corigliano Calabro, procedere ad assunzioni di personale benché la pianta organica dell’ente risulti da tempo notevolmente sottodimensionata (http://www.altrepagine.it/index.php/236-corigliano-ecco-come-geraci-spiana-la-strada-alla-nuora-2).

Oggi, però, vogliamo soffermare l’attenzione sull’ormai famigerato bando di concorso datato 2009 per la copertura del posto di Comandante della Polizia municipale coriglianese. A cominciare dall’articolo 1, sino ad arrivare, in particolare, all’art. 14 che riveste particolare importanza in ordine a quanto in esso indicato e qui testualmente riportato, ovvero: “[…] per l’eventuale copertura del posto che si venisse a rendere successivamente vacante e disponibile. Non si dà luogo a dichiarazioni di idoneità al concorso.”. La graduatoria concorsuale, infatti, non attribuisce alcuna idoneità al concorso (i cosiddetti “idonei non vincitori”, per meglio intenderci), e, quindi, appare pacifico che il suo scorrimento sarebbe eventualmente possibile solo e soltanto in caso di copertura del posto resosi vacante e disponibile.

Allo stato, il vincitore di quel concorso – il dottor Luigi Greco – è a tutti gli effetti di legge dipendente a tempo pieno ed indeterminato del Comune di Corigliano Calabro, inquadrato nella categoria giuridica D3 con profilo professionale di “Comandante di Polizia municipale”, come chiaramente indicato nella sua busta paga benché mesi addietro sia stato rimosso dal proprio posto attraverso un apposito provvedimento di trasferimento ad altro ufficio da parte del sindaco Geraci.

In pratica, da quanto prevede il datato bando di concorso, soltanto in caso di dimissioni o di morte del vincitore (lunga vita al dottor Greco!), subentrerebbe quale Comandante della Polizia municipale ovviamente il secondo nella graduatoria concorsuale (l’avvocato Arturo Levato, già comandante della stessa Polizia municipale coriglianese) e non la terza (l’avvocato Lara Felicetti, nuora del sindaco). E tutto ciò entro e non oltre il prossimo 31 dicembre, quando quell’ingiallita graduatoria concorsuale potrà essere buttata nel water con buona pace di (quasi) tutti. E tra i “quasi” s’annoverano quanti stiano eventualmente “progettando” le assunzioni di Levato (giocoforza e magari come funzionario amministrativo e non già comandante della Polizia municipale) e di Felicetti col basco in testa e gli alamari sul doppiopetto.

L’ex comandante Greco – attualmente in servizio temporaneo quale vicecomandante della Polizia municipale di Barletta – era ricorso in via d’urgenza al giudice del lavoro del Tribunale di Castrovillari contro il provvedimento di rimozione del sindaco. E il giudice (Salvatore Franco Santoro) aveva sentenziato l’avvenuta illegittima rimozione di Greco con motivazione ampiamente argomentata, benché – è opportuno chiarire – per quanto attiene la rappresentata urgenza, il ricorso sia stato rigettato per “cessata materia del contendere” solo e soltanto perché nel frattempo era intervenuto il trasferimento dell’interessato (con incarico di comando temporaneo) presso il Comune di Barletta. Solo e soltanto tale circostanza – di fatto – non ha dato seguito alla scontata “reintegra” dell’ex comandante della Polizia municipale nel proprio posto di lavoro da parte del giudice anche sulla scorta della giurisprudenza del Consiglio di Stato richiamata nella sentenza a favore di Greco. E sulla “vicenda Greco” emerge pure una serie di corpose e-mail inviate dallo stesso ex comandante della Polizia municipale ad alcuni esponenti della “opposizione” a Geraci, nelle quali Greco s’appellava loro al fine di proporre una discussione relativa proprio alla vicenda nell’ambito della massima assise civica, il Consiglio comunale. E-mail rimaste “lettera morta” da parte di tutti gl’interpellati, eccezion fatta per il consigliere Gioacchino Campolo di tono molto polemico con l’interpellante.

Le indiscrezioni sull’ipotetico progetto di “parentopoli” sono confortate da alcuni dati recenti e molto significativi. Sul sito istituzionale del Comune di Corigliano Calabro, infatti, nella sezione “Amministrazione trasparente”, v’è la voce “Pagamenti dell’amministrazione”, ove sono indicati i tempi medi di pagamento/indicatore di tempestività, passati dai 203,89 giorni annuali del 2014 ai 43,72 del 3° trimestre del 2015, sino ai 29,68 del 1° trimestre del 2016. Ciò vuol dire che con l’amministrazione Geraci nel brevissimo giro d’un mesetto qualsiasi fornitore o prestatore d’opera o di servizi per il Comune di Corigliano ha visto puntualmente saldata la propria fattura, caso più unico che raro in Italia: applausi! Ma ciò – com’è noto – rappresenta pure la condicio sine qua non il Comune di Corigliano Calabro potrebbe procedere ad ipotetiche assunzioni di nuovo personale…

 

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