Con le sue oltre cinquemila letture è stata la notizia per eccellenza dell’ultimo fine settimana. Oltre ad avere suscitato tale ovvio interesse, ha scatenato numerosissime reazioni pubbliche di varia natura tra i lettori “social”, ma nessuna tra le forze sociali e politiche della finta opposizione al sindaco di Corigliano Calabro, Giuseppe Geraci, ed alla propria compagine amministrativa.

Parliamo, naturalmente, delle ipotetiche assunzioni eccellenti presso il Comune jonico, che secondo una serie copiosa d’indiscrezioni fuoriuscite dalla stessa sede municipale di Palazzo Garopoli (foto) potrebbero profilarsi entro il prossimo mese di novembre, a un mese esatto dalla scadenza d’una graduatoria concorsuale datata 2009 e virtualmente valida fino al 31 dicembre prossimo. Se dall’amministrazione Geraci finora v’è stato solo e soltanto il consueto silenzio di circostanza, allineate e coperte (con Geraci) sono state pure le minoranze politiche giacenti in Consiglio comunale, in questi giorni indaffarate chi sul “terreno di lotta” della pineta di Thurio, chi altri in sgrammaticate estemporanee sulla gestione degl’immobili di proprietà del Comune. “Tanto pè campà”, insomma.

Tanto accade, o meglio non accade. Cosa accadrà o non accadrà, invece, tra novembre e dicembre prossimi, adesso è davvero difficile da prevedere. Ma la reazione sociale e non quella politica restano sul tappeto – e a Corigliano Calabro per l’ennesima volta – come l’ultimo paradigmatico esempio. Sì, perché in un momento di crisi economica e sociale come quello attuale, che perdura purtroppo da anni, il dibattito sociale s’infervora e fa “incacchiare” il popolo ma nell’assoluta assenza di collegamento con quelle “forze” che sostengono (sic!) di rappresentare segmenti più o meno larghi di società e che invece non rappresentano proprio nessuno. Se non quei voti (sempre più minoritari nella stessa società, considerato il forte astensionismo elettorale) raccattati quando attraverso piccole clientele da bassa bottega, quando attraverso medie e grandi prebende, quando attraverso il ricatto di tipo mafioso. A destra come a “sinistra” in modo indistinto. Uguale. 

 

Di admin