L’indiscrezione, come al solito, spunta dalle stesse “segrete” stanze di Palazzo Garopoli, la sede municipale di Corigliano Calabro, nelle quali il sindaco Giuseppe Geraci e la propria compagine amministrativa avrebbero richiesto un interessante quanto interessato “parere” formale, nei giorni scorsi, al Collegio dei revisori dei conti del Comune. Già, ma di che si tratta? È “roba” di cui ci siamo già occupati più volte nei mesi scorsi.

Il quesito posto da Geraci e company è il seguente: il Comune può procedere a nuove assunzioni? E qui, “caso” vorrebbe che se ne profilerebbero soltanto un paio, di assunzioni. Quelle di chi? Un quesito – il nostro – dalla risposta facile facile: quelle degli avvocati Arturo Levato (foto a destra) e Lara Felicetti (a sinistra), rispettivamente secondo e terza nella graduatoria d’un ormai vecchio concorso risalente all’anno del Signore 2009 e non vinto da loro, quello per la copertura d’un solo posto come Comandante della Polizia municipale e/o Funzionario amministrativo contabile. Levato è proprio un ex comandante della Polizia municipale coriglianese, Felicetti, invece, è soprattutto la nuora del sindaco Geraci, avendone sposato il primo figlio. Levato non sarebbe minimamente preso in considerazione da Geraci e company, non fosse per quel “particolare”: in quella graduatoria il suo nome viene prima di Felicetti.

Ma veniamo al parere che sarebbe stato già espresso da parte del Collegio dei revisori contabili del Comune: positivo. E quali magìe avrebbero adottato i revisori per dare all’amministrazione Geraci tale parere positivo? Sì, perché la stessa amministrazione con la delibera (http://trasparenza.comune.coriglianocalabro.cs.it/corigliano/mc/mc_attachment.php?mc=8658) adottata per evitare il dissesto finanziario del Comune s’è impegnata a non assumere personale per tre anni e comunque fino a quando non si fosse evitato definitivamente il dissesto (pagina 23 lettera C della delibera).

Sorgono – allora – dubbi e interrogativi. L’amministrazione Geraci ha provveduto a scrivere alla Corte dei conti di Catanzaro comunicando che il Piano triennale approvato dal Consiglio comunale nel 2013 proprio al fine d’evitare il dissesto finanziario sarebbe stato puntualmente messo in atto? E – in tal caso – la Corte dei conti ha risposto positivamente, prendendo atto che il Comune di Corigliano Calabro ha perfettamente adempiuto al Piano dichiarando il “fuori pericolo” definitivo in relazione al rischio di dissesto finanziario? Se nel Comune di Corigliano Calabro non esiste alcun Piano triennale per l’assunzione del personale – documento obbligatorio in cui l’amministrazione provvede a prevedere le figure necessarie ad incrementare la pianta organica – come si potrebbe assumere chicchessìa? E attraverso quale incantesimo i revisori contabili – in assenza di tale documento – avrebbero dato il “via libera”?

V’è di più. Le assunzioni al Comune di Corigliano Calabro sono bloccate per tutta un’altra serie di ragioni, la più importante delle quali è legata alla soppressione delle Province. La legge è molto chiara: tutto il personale in esubero dalle Province dovrà essere ricollocato integralmente tra Comuni e Regioni. E dunque fino a quando tutto il personale delle Province non verrà ricollocato i Comuni non possono procedere ad assumere proprio nessuno. Prova ne è che il recente decreto legge approvato dal Governo e spacciato dai sindacati come “decreto libera assunzioni” (http://coriglianocalabro.it/index.php/politica/13304-il-comune-puo-procedere-a-nuove-assunzioni-lo-scrive-scarpino-uil-fpl-al-sindaco#comment-1567) in realtà prevede esattamente il contrario. Quel decreto legge, infatti, sblocca le assunzioni solo ed esclusivamente per quei Comuni virtuosi che si trovano nelle Regioni che hanno già provveduto a ricollocare almeno il 90% di tutto il personale in esubero dalle Province tra Comuni e Regioni. E in Calabria tale processo di ricollocamento dei dipendenti non solo non è arrivato al 90%, ma non è neppure mai cominciato.

Come se non bastasse, nel 2015 il Comune di Corigliano Calabro ha ampiamente superato il limite dei tempi medi di pagamento ai fornitori, bloccando di fatto le assunzioni. Anche se Corigliano Calabro fosse un Comune “virtuoso” – e non lo è – ad esso sarebbe comunque preclusa qualsiasi tipo d’assunzione di personale.

Tutto ciò mentre da altri ambienti – stavolta politici – fuoriescono indiscrezioni circa corposi esposti alla Procura della Repubblica di Castrovillari e a quella della Corte dei conti di Catanzaro…

 

 

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