Con la Determinazione n. 579 del 16 settembre 2016, il Settore Affari generali del Comune di Corigliano Calabro ha provveduto a liquidare 20 mila euro – su un totale di 35 mila – alla “Fondazione TrasPArenza”, per l’effettuazione dei corsi di formazione – o presunti tali – diretti ai dipendenti comunali. Già, perché partendo dal presupposto che tali “corsi” sono costati al Comune ben 35 mila euro, una domanda sorge spontanea: in cosa consistono?

Sull’Albo pretorio comunale gli unici documenti rinvenibili e riconducibili alla “Fondazione TrasPArenza” sono solo le determinazioni di pagamento. E non v’è traccia alcuna d’un qualsiasi documento che possa anche solo lontanamente definirsi un programma di formazione.

Ma andiamo con ordine. Un pò di mattine fa, in un noto bar del paese, un dipendente comunale si sentiva molto sollevato dal fatto che il giorno dopo si sarebbe riposato in quanto era «previsto l’arrivo dei professoroni di Cosenza» e lui si sarebbe andato «a guadagnare la giornata» facendosi «qualche ora di sonno al Castello» (è in una sala del Castello ducale che si tengono i presunti corsi).

Allora diventano numerose le domande da girare direttamente al sindaco Giuseppe Geraci, che ha speso ben 35 mila euro per questi “corsi di formazione”. Perché questi “corsi” – se sono davvero dei “corsi di formazione” – si tengono presso le lussuose sale del Castello ducale e non – invece – come più plausibilmente dovrebbe essere, presso i locali del Comune? Perché non esiste alcun programma di formazione che specifichi gli argomenti oggetto dei corsi ed i loro destinatari? Perché tali corsi sono rivolti indistintamente a tutti i dipendenti comunali? Un dipendente del Settore Ambiente non dovrebbe ricevere una formazione specifica e diversa da quella rivolta – per esempio – ad un’assistente sociale o ad un impiegato dell’Ufficio tributi? Perché non vengono registrate le presenze dei dipendenti per prendere nota di chi segue e per quante ore segue? Perché non vengono effettuati dei test d’apprendimento per assicurarsi dell’effettivo profitto dei dipendenti comunali? Siamo sicuri che siano dei veri e propri corsi di formazione e non – invece – dei semplici convegni tematici in cui si parla di tutto e di niente mentre magari l’“uditorio” dorme (non tutto, per carità!) e il tutto pagato a caro prezzo dal Comune?

Sì, perché sembra proprio che tali presunti corsi di formazione servano solo e soltanto a consentire a qualche dipendente comunale di non lavorare e di farsi qualche ora di sonno nel Castello ducale, come candidamente ammesso da quel dipendente mentre sorbiva il proprio caffè. Del resto è fin troppo facile ipotizzare che i 35 mila euro erogati alla “Fondazione TrasPArenza” rappresentino soltanto il “ringraziamento” di Geraci al professore Ettore Jorio (ras della fondazione) per avergli evitato, due anni addietro – all’epoca aggratis – il dissesto finanziario del Comune…

 

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