A periodi alterni in lungo e in largo su ogni strada del vasto comprensorio della Sibaritide vanno in scena e spesso a segno le truffe cosiddette “dello specchietto”. Ad agire non è una sola banda organizzata bensì più bande di truffaldini “cani sciolti” che vivono con gl’illeciti proventi di tale facile espediente. Funziona così: un ignaro automobilista percorre la sua strada e ad un certo punto ode un rumore, una sorta di tenue “scoppio”, probabilmente provocato da un qualche innocuo tipo di petardo.

Quasi sempre la vittima non dà alcun peso alla cosa e continua la propria marcia, fintantoché non viene fatto fermare da qualcuno che con la propria auto lo sorpassa dopo avergli fatto segnalazioni col clacson o coi fari abbaglianti. 
L’automobilista preso di mira arresta quindi la marcia e dall’altra parte viene fatto presente d’avere lo specchietto dell’auto rotto in seguito all’improbabile urto avvenuto pochi istanti prima.

A questo punto può succedere di tutto.
 Capita che l’ignaro automobilista si convinca d’aver “toccato” l’altra auto – magari dopo aver constatato qualche segno sospetto sulla propria – e in questo caso la truffa è già andata a segno. 
«Per così poco non conviene denunciare il sinistro all’assicurazione, poi le aumenta il premio: mi dia cento euro per il danno e la chiudiamo qui».

Capita, invece, che l’automobilista vittima non voglia sapere “ragione” alcuna dell’inesistente sinistro stradale e allora ci si ferma a discutere ma ad un certo punto i truffatori mollano la presa per evitare di “dare troppo nell’occhio”. 
E capita, pure, che l’automobilista vittima afferri il proprio cellulare e minacci di chiamare i vigili urbani o i carabinieri: in tali frangenti i truffatori rimontano immediatamente in auto e questa diventa un “razzo”.

C’è chi dopo il fatto dai carabinieri ci va sul serio per formalizzare una denuncia, c’è chi no. Come il pensionato 79enne A.L., vittima mancata verso le 9 di stamane lungo la strada provinciale che da Corigliano Calabro conduce nel piccolo comune di San Giorgio Albanese, a qualche centinaio di metri dal bivio. Ad agire, secondo il racconto dell’anziano signore che è riuscito a cavarsela dopo un’estenuante discussione durata un’ora, due uomini, uno di mezza età, l’altro più giovane, dall’accento siciliano e con un’autovettura d’imprecisato modello ma di colore azzurro.

I due soggetti hanno insistito e insistito, ma, constatata l’estrema resistenza da parte dell’arzillo attempato signore e le sue minacce di chiamare i carabinieri o i propri familiari, non sono riusciti nel loro intento d’estorcere ben duecento euro – questa la richiesta – alla loro vittima designata. 

 

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