Sarebbero almeno tre gl’istituti di credito di Corigliano Calabro presso i quali, nel corso della settimana ormai trascorsa, si sono presentati, in abiti borghesi, alcuni ufficiali di polizia giudiziaria della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Per entrare nel merito degl’inconfessati (e talvolta inconfessabili) segreti bancari di cittadini che gravitano nell’orbita d’interesse della Procura oggi diretta da Nicola Gratteri.

Gl’investigatori della Dda con gentilezza hanno richiesto di poter conferire coi direttori delle filiali bancarie,con mandati ben precisi da parte della magistratura inquirente. E, una volta guadagnato l’uscio delle direzioni, hanno richiesto l’acquisizione di contratti d’accensione di conti correnti, i relativi estratti conto contenenti le movimentazioni in entrata e in uscita, le copie interne di libretti a risparmio e fondi d’investimenti finanziari vari. 

Già, ma di chi? Sul punto, naturalmente, vige il più assoluto ed impenetrabile riserbo, bancario, ma soprattutto investigativo. Un dato appare certo, anzi scontato: la Dda ha “in cottura” una nuova inchiesta che presto o tardi potrebbe vedere una nuova operazione antimafia e quindi un nuovo ciclone giudiziario abbattersi su Corigliano Calabro, storicamente “sensibile” ad affari illeciti d’ogni genere e di piccola, media e grossa portata, condotti dalla ‘ndrangheta locale.

E le indagini di natura finanziaria e patrimoniale rappresentano, di fatto, uno degli anelli investigativi più importanti e delicati se pensiamo alle inchieste registratesi negli ultimi anni, che nel 2011 hanno portato persino allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni proprio da parte della ‘ndrangheta…  

 

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