Preso pubblicamente atto che relativamente al bando del servizio d’Igiene urbana – che al Comune di Corigliano Calabro costerà ben 25 milioni di euro in 5 anni e bollette della “Tari” che lieviteranno a dismisuraal sindaco, Giuseppe Geraci (foto), ed alla sua assessora all’Ambiente, Marisa Chiurco, fa le veci l’amministratore dell’impresa appaltatrice “Ecoross”, Walter Pulignano, esperto di “rifiuti” quanto di pregiatissime teorie finanziarie fatte in casa (in questi giorni in Svezia s’assegna pure il Nobel per l’economia e chissà che il Pulignano…) torniamo a bomba sull’argomento che stiamo trattando in questi giorni, stavolta entrando nel merito di specifiche questioni sollevate proprio dal sindaco-assessore Pulignano.

Già, perché da noialtri non è stato mai specificato in alcun modo che gli emolumenti relativi agli autisti della “Ecoross” fossero al netto di contributi ed imposte, e la cifra di 45 mila euro è da considerarsi, ovviamente, al lordo. Del resto, poco importa quale sia lo stipendio netto dei fortunati autisti di “Ecoross”, ciò che conta per i cittadini-contribuenti coriglianesi è che solo il costo lordo di tali autisti, ben 7 di livello “A4°”, è per il Comune di 319 mila euro all’anno (45.526,71 euro per 7 autisti), che è poi quello che interessa ai cittadini-contribuenti considerato che il costo finisce nelle loro bollette. O forse il sindaco-assessore Pulignano è convinto che nelle bollette della “Tari” a Corigliano Calabro finiscano soltanto gli stipendi netti dei propri dipendenti? E le tasse chi le paga, la Divina Provvidenza? Tale dato è rilevabile, insieme ai costi di tutte le altre figure lavorative, così come abbiamo già scritto nei giorni scorsi, alle pagine 8 e 9 dell’allegato al bando per il servizio dal titolo “Analisi dei costi”, compilato dai funzionari del Comune di Corigliano Calabro e non certo da noi. Provate a chiedere al vostro direttore di banca oppure al vostro medico di famiglia quanto guadagna al mese al lordo delle tasse, poi ditegli che un autista della “Ecoross” guadagna uguale, e guardate un pò la faccia che fa. E voi che avete speso soldi per fare laureare i vostri figli quando potevate farli diventare autisti della “Ecoross”!

Veniamo ora alle differenze tra il servizio reso nella confinante Rossano e quello reso invece a Corigliano Calabro, sempre da “Ecoross”. Il bando per Corigliano Calabro prevede una spesa su 5 anni di 24 milioni ed ottocentomila euro, incluse le forniture una tantum, ovvero ben 5 milioni d’euro l’anno. Ammesso e non concesso che le cifre enunciate dal sindaco-assessore Pulignano corrispondano al vero (Rossano 3,640 milioni d’euro l’anno + Iva) secondo gli stessi dati di Pulignano a Corigliano Calabro si spenderebbero ben 800 mila euro in più l’anno rispetto a Rossano: ben 4 milioni d’euro in più per 5 anni totali. Forse per avere un servizio migliore? Esattamente il contrario, considerato che il capitolato d’appalto per Corigliano Calabro prevede la raccolta differenziata “porta a porta” solo e soltanto per le frazioni Scalo e Schiavonea! E per il centro storico, Torricella, Fabrizio, Cantinella, Baraccone, Piana di Caruso eccetera? Saremo proprio curiosi di vedere a quanto ammonterà la percentuale di raccolta differenziata per l’anno prossimo, realizzandola soltanto sullo Scalo e su Schiavonea.

Dipendenti: il sindaco-assessore Pulignano afferma che a Rossano siano 62 contro i 65 di Corigliano. Bene. Lo sfidiamo a pubblicare l’elenco nominativo dei dipendenti “Ecoross” del cantiere di Corigliano Calabro e di quelli del cantiere di Rossano. No, perché non vorremmo mai che magari qualche dipendente di Corigliano venga del tutto erroneamente utilizzato su Rossano. Soprattutto considerati i cumuli di rifiuti sparsi per Corigliano Calabro ed i puliti viali di Rossano.

In merito alla transazione tra il Comune di Corigliano Calabro e la “Ecoross” è del tutto evidente come l’impresa appaltatrice abbia da sempre conseguito percentuali ridicole di raccolta differenziata nel corso dell’espletamento del servizio (14% nel 2014, 15,43% nel 2013, 19% nel 2012, 12,08% nel 2011, dati Arpacal). E non si riesce a capire perché si debbano tirare in ballo fantomatiche responsabilità della Regione Calabria quando nel 2014 la “Ecoross” ha raggiunto la miseria del 14% di differenziata. Tant’è che, inizialmente, il Comune aveva giustamente sanzionato la “Ecoross” per ben 259 mila euro. Salvo poi tornare indietro. Inoltre, se il Comune di Corigliano Calabro e, in particolare, il responsabile comunale del Settore Ambiente e redattore del nuovo bando di servizio, Antonio Durante, ritengono, così come Durante ha ritenuto nel verbale di transazione, che la Regione Calabria abbia precise responsabilità nel mancato raggiungimento delle percentuali di differenziata, perché introdurre nel nuovo bando la necessità della raccolta “porta a porta” (costosissima) se poi la Regione Calabria creerà problemi per lo smaltimento? Magari per comminare qualche altra sanzione e transarci su? E allora, ci domandiamo: se la colpa delle percentuali ridicole di raccolta differenziata a Corigliano Calabro è della Regione Calabria, come mai a Lappano si fa il 70,5% di differenziata, come mai a Roccella Jonica ed a Bocchigliero il 70,4%, come mai a Casole Bruzio e a Saracena s’attesta al 65%? Colpa della Regione Calabria?!

E ancora: se con 65 dipendenti la “Ecoross” non è neppure capace di tenere pulite le strade, come farà ad effettuare il “porta a porta” con lo stesso numero di dipendenti? Chi ci capisce è bravo. E ancora ancora sulla “teoria del passaggio di cantiere” che obbligherebbe la nuova impresa vincitrice d’appalto a riassumere tutti i dipendenti con lo stesso inquadramento contrattuale. Il sindaco-assessore Pulignano, in pratica, con una sola frase ha radicalmente distrutto i principi – costituzionali – dell’efficienza e dell’economicità dell’azione amministrativa. Secondo il nostro, infatti, tutte le imprese di settore d’Italia che riuscissero ad offrire lo stesso livello qualitativo e quantitativo dei servizi con un numero minore di dipendenti, e quindi di costi, dovrebbero essere tagliate fuori dal bando del Comune di Corigliano Calabro. Sì, perché in tal modo i Comuni sarebbero condannati a tramandare d’impresa ad impresa, d’appalto ad appalto, le inefficienze economiche delle prime imprese vincitrici. A noi, pare, invece, che questa “teoria” costituisca una vera e propria barriera all’ingresso per tutte quelle imprese che potrebbero effettuare gli stessi servizi con costi inferiori. Prova ne è che ad un bando del valore di ben 25 milioni di euro, in un periodo di crisi come questo, l’unica impresa d’Italia che abbia reputato opportuno e conveniente parteciparvi è proprio la “Ecoross”. E magari la colpa è pure della Regione Calabria…

 

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