Per la sua eventuale sostituzione emergono già tre nomi

Potrebbe più presto che tardi cadere un’importante “testa” dell’amministrazione comunale di Corigliano Calabro retta dal sindaco Giuseppe Geraci. D’altronde era stato lo stesso primo cittadino ad annunciare pubblicamente – qualche settimana fa – un “rimpasto” della propria compagine di Giunta, e l’affidamento di specifiche deleghe “di scopo” a consiglieri comunali scelti (o meglio, da scegliere) della propria maggioranza civica di centrodestra.

Ma torniamo alla “testa” importante che sarebbe in bilico. Si tratta del vicesindaco, Francesco Paolo Oranges (in foto, alla destra del sindaco). Tra quest’ultimo e Geraci – giurano i più attenti osservatori di quanto accade tra le mura della sede municipale di Palazzo Garopoli – dalla fine dello scorso mese d’aprile i rapporti sarebbero sfilacciati, al “minimo sindacale” potremmo dire. E per questa via il vicesindaco sarebbe oramai “al tramonto”. Coi tempi che, adesso, sarebbero maturi per la sostituzione del vicesindaco. Il quale, dal canto proprio, non avrebbe la benché minima intenzione di lasciare l’esecutivo, rassegnando le dimissioni dallo stesso. Toccherebbe, quindi, a Geraci, di rimuoverlo dall’incarico fiduciario e di sostituirlo.

Già, ma con chi? Ed è qui che entriamo in un campo assai minato d’ipotesi, ognuna delle quali sottenderebbe una ratio. Vediamo. Il più accreditato per ricoprire l’importante carica di vicesindaco sembrerebbe l’assessore Tommaso Mingrone, unanimemente considerato il vero braccio destro politico-amministrativo di Geraci. Per Mingrone, quella carica formalizzerebbe il proprio ruolo da tre anni in quà all’interno della compagine politico-amministrativa.

Purtuttavia, emergono altri due nomi. Stavolta, però, non si tratta d’assessori ma di consiglieri comunali della maggioranza-Geraci. E, in particolare, di Franco Bruno e Giuseppe Turano. Il primo “forte” per avere ricoperto negli ultimi tempi anche la carica di vicepresidente della Provincia di Cosenza (ente che a seguito delle riforme legislative in atto appare come quasi esautorato), il secondo “ruspante” ed ambizioso esponente del civismo “di marca” Geraci, il quale, per il primo cittadino, potrebbe offrire un segnale di rinnovamento. Il primo storicamente “vicino” all’ex assessore regionale ed ex parlamentare Giovanni Dima, “convitato di pietra” della coalizione civica di centrodestra messa in piedi da Geraci nel 2013, attraverso il quale lo stesso primo cittadino potrebbe rinnovare nel 2018 il patto elettorale del 2013, “staffetta” o meno. Chi tra loro potrebbe andare a sostituire il defenestrando Oranges? Vedremo.                     

 

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