La diminuzione per il 2016 della tariffa “Tari” – la tassa sui rifiuti solidi ubani – strombazzata in lungo ed in largo dall’amministrazione comunale di Corigliano Calabro retta dal sindaco Giuseppe Geraci, è una bufala colossale. Già, perché attraverso la Determinazione n. 5 del 6 settembre scorso, l’Ufficio Tributi del Comune ha calcolato l’ammontare della cifra che sarà necessario recuperare dai cittadini a titolo di Tari 2016, pari a 7.281.803,20 (http://trasparenza.comune.coriglianocalabro.cs.it/corigliano/mc/mc_attachment.php?mc=24061).

Attenzione però: tale ruolo è suscettibile di variazione in aumento a causa della presenza «di partite incomplete» – così com’è scritto nella determinazione – e quindi non inserite nel calcolo totale, che aumenterà. Vediamo, invece, a quanto ammontava il totale da recuperare a titolo di Tari nel 2015: la Determinazione n. 169 del 19 novembre 2015 indicava una somma pari a 7.676.645,00  (http://trasparenza.comune.coriglianocalabro.cs.it/corigliano/mc/mc_attachment.php?mc=17952).

In pratica, ammesso e per nulla concesso che non vi sia nessuna “partita incompleta” che faccia aumentare la cifra da recuperare quest’anno (e vogliamo proprio vedere…) la differenza “risparmiata” a titolo di Tari, per quest’anno, rispetto allo scorso, sarebbe di soli 394 mila euro su un totale di quasi 7,3 milioni d’euro. Spicciolini.

E quanto risparmierebbero i coriglianesi sulla bolletta della Tari se l’amministrazione “ricordasse” d’espletare finalmente l’ancora atteso nuovo bando di gara per la raccolta dei rifiuti (appalto di servizio scaduto e prorogato – a dispetto della legge che lo vieta – già ben tre volte…)?!

Vediamo un pò quanto spende la vicina Rossano per il servizio d’igiene urbana (gara d’appalto vinta, nel marzo del 2014, dalla stessa azienda, la “Ecoross”, che serve Corigliano). A Rossano, infatti, la stessa ditta, per lo stesso numero d’abitanti di Corigliano, incassa dal Comune “soltanto” 4 milioni d’euro l’anno per cinque anni, quindi fino al 2019, e comprensivi del servizio di raccolta differenziata. Se a ciò aggiungiamo i 300 mila euro a bimestre che bisogna pagare direttamente alla Regione Calabria per il conferimento in discarica, arriviamo ad un totale, per Rossano, di 5 milioni e 800 mila euro l’anno. Il Comune di Rossano, dunque, con lo stesso numero d’abitanti, spende ogni anno, con la stessa impresa, e, addirittura, compresa la raccolta differenziata ed altri servizi complementari (Determinazione Settore Ambiente del Comune di Rossano n. 1248 del 09/08/2016) ben 1.876.000 in meno rispetto al Comune di Corigliano. Che continua a pagare 1,8 milioni in più ad Ecoross rispetto a Rossano, con l’aggravante del regime di proroga vietato dalla legge.

Si configurerebbe, quindi, un danno erariale pari a 1,8 milioni l’anno moltiplicati per gli anni di proroga. E fa davvero tragicomicamente sorridere qualche consigliere comunale col musetto ancora sporco di latte, che anziché recarsi dal prefetto o in procura a denunciare tali dati di fatto continua a perdere tempo con lo slogan dei “rifiuti zero” quando a Corigliano Calabro non si riesce a realizzare neppure il 10% di differenziata…

 

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