Benché non invitato – perché non v’è stato alcun invito «ai giornalisti» contrariamente a quanto sostiene il responsabile del Settore Affari generali del Comune di Corigliano Calabro, Angelo Pizzulli, in una propria Determinazione di spesa per un aperitivo da settanta persone – mi sono presentato lo stesso nel Salone degli specchi del Castello ducale durante la mattinata dello scorso 14 settembre per l’illustrazione della cosiddetta “Relazione di metà mandato” da parte del sindaco Giuseppe Geraci.

Sul merito della quale stendo un pietosissimo velo. Già, perché Geraci è stato certamente un pioniere nell’illustrare una relazione che nessun sindaco italiano a quanto pare ha mai finora illustrato, ma è stato certamente il primo e credo resterà l’unico che per un fatto del genere ha fatto come quel laureando che s’è presentato davanti alla commissione di laurea per illustrare la propria tesi senza però darne copia alla commissione stessa e promettendo ad essa di fargliela recapitare successivamente!

Un assurdo tale che solo nella tragicomica Corigliano Calabro poteva capitare e soltanto con la più tragicomica delle proprie amministrazioni comunali, quella, appunto, del sindaco Geraci. Di fatto, a distanza di dieci giorni dalla pacchianata del Castello, la relazione non è stata ancora diffusa né nelle 1500 copie cartacee garantite dal sindaco tantomeno sul sito istituzionale del Comune.

Ma è alla castellana pacchianata che vorrei dedicare qualche altra riga. A proposito dei “giornalisti invitati”. Sì, perché eravamo soltanto in tre, escludendo per ovvie ragioni l’addetto stampa esterno del Comune, Lenin Montesanto. Vale a dire: Massimo Clausi de “Il Quotidiano del Sud” e Franco Curia collaboratore di Raitre Calabria. E considerato che Clausi ha fatto da moderatore al tavolo del sindaco alla brevissima discussione finale da parte dei pochissimi presenti invitati (esponenti di sindacati e d’associazioni di categoria, oltre ad alcuni funzionari, assessori e consiglieri comunali anch’essi presenti), la platea dei giornalisti si riduce a due. Uno dei quali – il sottoscritto – imbucato senza invito. Ragion per cui, la pacchianata inscenata da Geraci aveva il solo scopo di guadagnarsi un passaggio al telegiornale regionale della Rai e un pezzo sulla pagina regionale de “Il Quotidiano del Sud”. Amen. Così sia. E così è stato. 

Un ultimo appunto lo dedico all’arguto articolista anonimo del Blog di Corigliano che ha titolato sull’aperitivo finale offerto agl’invitati. Io non v’ho partecipato – benché…a quel punto ovviamente invitato – e sono andato via alla fine della pacchianata. Il vantaggio (o lo svantaggio…), però, non è affatto il non avere consumato i “miei” sette euro di rinfresco. Il problema è la pacchianata. Saluti. 

 

Di admin