Il 27 novembre del 2013 l’attuale Consiglio comunale di Corigliano Calabro, attraverso la Deliberazione n. 60, con 20 voti favorevoli e 4 contrari approvava il parere del Collegio dei revisori dei conti dell’ente (allegato alla stessa deliberazione), col quale non veniva dato alcun seguito al riconoscimento dello status di debiti fuori bilancio a una serie di creditori del Comune, per l’importo complessivo relativo alle fatture chiaramente elencate in delibera e pari a più di 100 mila euro.

Tra le motivazioni con le quali i revisori contabili provvedevano ad esprimere parere contrario alla proposta di riconoscimento quali debiti fuori bilancio di quei crediti s’elencavano: «assenza dei preventivi per come indicato», «assenza di qualsivoglia documentazione tecnica utile a comprovare la corretta esecuzione del lavoro», «spese scarsamente documentate», «mancanza del provvedimento autorizzatorio», «illeggibilità della firma in dichiarazione», «mancanza di qualsivoglia documentazione tecnica comprovante l’avvenuta esecuzione dei lavori», eccetera.

A tale, chiarissimo, parere negativo, il Consiglio comunale aderiva in toto approvando, dunque, a larghissima maggioranza, il parere contrario al riconoscimento di tali presunti crediti da parte del Collegio dei revisori. Anche perchè avremmo proprio voluto vedere come faceva il Consiglio ad approvare presunti crediti per i quali non v’era, a detta degli stessi revisori, neppure uno straccio di carta a supporto.

Il 25 settembre del 2014, attraverso il Verbale n. 7 del Collegio dei revisori dei conti, in relazione alle fatture d’una ditta, su istanza di quest’ultima, lo stesso Collegio specificava ancora una volta come «unitamente alla mancanza assoluta di documentazione tecnica, nessuna attestazione, in conformità di quanto previsto dalla lettera e) dell’art. 194 è stata fornita».

E, invece – magia delle magie – il 29 luglio del 2016, lo stesso Consiglio comunale, attraverso la Deliberazione n. 34, pronunciandosi sulle stesse fatture emesse da quegli stessi creditori ed alle quali l’organo elettivo non aveva riconosciuto lo status di debiti fuori bilancio nel corso della seduta del 27 novembre 2013, a distanza di ben trentadue mesi, col voto favorevole di 14 consiglieri, provvedeva questa volta a riconoscere quelle fatture emesse da quegli stessi creditori come debiti fuori bilancio!

Il problema è che nella Deliberazione n. 34 del 29 luglio 2016 nè nell’allegato parere del Collegio dei revisori dei conti non è riscontrabile la presenza d’alcuna documentazione integrativa che potesse consentire un’eventuale riproposizione in Consiglio comunale degli stessi crediti cui è stato concesso il riconoscimento dello status di debiti fuori bilancio due anni e mezzo dopo averglielo negato per assenza totale di documentazione!

È possibile che per decine di fatture e per decine di creditori la documentazione nel 2013 non si fosse trovata e adesso all’improvviso sia magicamente apparsa, ma, soprattutto, in che consiste questa nuova documentazione? V’è di più. Trattandosi per la maggior parte crediti per «manutenzione reti idriche e fognarie» e «spalamento neve» avvenuti nell’anno 2012, come si fa a “certificare” ben quattro anni dopo l’avvenuta esecuzione di quei lavori?! 

Appurato, dunque, che si trattava di lavori di manutenzione e non certo di costruzione di manufatti la cui presenza potrebbe essere riscontrata anche anni dopo. Perchè l’amministrazione del sindaco Giuseppe Geraci non ha mai pubblicato sul sito istituzionale del Comune la certificazione a firma dell’attuale responsabile del settore manutentivo, Antonio Durante, chiaramente indicata nella delibera ma addirittura mai prodotta in copia ai consiglieri comunali? Cosa c’è scritto in quella certificazione? O, meglio, cosa non c’è scritto? Il segretario generale dell’ente, Salvatore Bellucci, garante dell’aderenza dell’azione amministrativa alle leggi dello Stato ed ai regolamenti, ed i consiglieri comunali, si sono resi conto d’avere approvato richieste di danaro che avevano già avuto modo di bocciare sonoramente due anni e mezzo prima per totale assenza di documentazione? O l’hanno dimenticato?

Il prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, al quale le delibere d’approvazione dei debiti fuori bilancio devono essere obbligatoriamente trasmesse in copia, s’accorgerà di quanto accaduto a Corigliano Calabro? Glielo facciamo presente noialtri, da qui. Così come ricordiamo che, soltanto qualche annetto fa, un’altra amministrazione coriglianese cadde malamente proprio sui debiti fuori bilancio e per certificate ingerenze mafiose…

 

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