Quando ci si parla tramite i giornali c’è sempre qualcosa che non va. E quel qualcosa che non va lo si respira da tempo nei corridoi della sala consiliare di Rossano. Insomma, l’accordo tra Partito democratico e “Il Coraggio di cambiare l’Italia” che sta amministrando la città non sembra vivere giornate sfavillanti.

A partire dal rapporto tra il vicesindaco, Aldo Zagarese, e il leader del Cci, il consigliere regionale Giuseppe Graziano. Su Facebook in tanti hanno letto alcuni “sfoghi” di Graziano che i soliti bene informati riconducono a Zagarese. Sortite pubbliche che addensano nubi e sospetti sulla tenuta della “santa alleanza” che ha accompagnato Stefano Mascaro ad essere eletto sindaco. Ma Mascaro sta piacendo ai più, sia nelle sue uscite pubbliche sia all’interno delle riunioni. La pacatezza, lo stile, il savoir-faire l’hanno premiato in campagna elettorale e continuano a premiarlo adesso. A maggior ragione se fa valere le sue idee, com’è giusto che sia, da primo cittadino. Non vorrebbe ingerenze di sorta sia dal Cci sia dal Pd nelle scelte quotidiane come in quelle da intraprendere nella nomina per l’assessorato che rimane in sospeso, quello ai Lavori pubblici.
Mascaro sin dal suo insediamento avrebbe voluto quale assessore al suo fianco, Nicola Candiano, già amministratore, uno che tra le “carte” ha l’occhio lungo ed esperienza da vendere. Il nome dell’avvocato è inviso da tempo al Cci e di recente pare anche alla presidente del Consiglio comunale, Rosellina Madeo: vorrebbero una rottura netta col passato, ma hanno dovuto ingoiare il rospo. Perchè la questione, apertasi all’indomani delle prime ipotesi di giunta, s’è riproposta nei giorni scorsi quando Mascaro ha affidato la delega al Bilancio proprio a Candiano.
Un incarico, quello assegnato dal sindaco giovedì scorso, tanto atteso e richiesto anche dalle opposizioni consiliari, fortemente preoccupate dallo stato economico in cui versa l’ente. Il Cci, dal canto suo, ha rivendicato maggiore spazio in giunta, riferendo d’avere quale assessore di riferimento Giovanni De Simone con delega all’Ambiente. Già, ma Angelina Stella, assessore alle Politiche sociali, non è stata eletta tra le fila del Cci? Misteri della fede, direbbe qualcuno, mentre gli scontri continuano, anche a colpi di comunicati stampa.
In uno, diramato dal Cci, lo stesso movimento civico esorta il sindaco a completare la giunta ma allo stesso tempo di non volere interferire nelle decisioni di Stefano Mascaro, seppure rivendichi un maggiore peso specifico dettato dai numeri elettorali, doppi rispetto a quelli del Pd.  Un vuoto, quello del Cci nell’esecutivo cittadino che potrebbe essere colmato da Vincenzo Scarcello. L’ex presidente del Consiglio comunale, uno dei migliori nella storia politica rossanese, è restìo nel dimettersi da consigliere comunale, anche perchè lascerebbe, lì sì in sala consiliare, un vuoto pressochè incolmabile in termini di bagaglio esperienziale. Scarcello non ne vuole proprio sapere d’accettare, ma non è detto che lo faccia.
«Per il momento non se ne parla – ha spiegato ad AltrePagine – ma non lo escludo. Magari tra venti giorni ne riparleremo». Sempre a proposito di nomine assessorili, si mormora che qualcuno sia ben lontano dall’accettare, in attesa della prima metà di novembre, quando il Tar inizierà ad affrontare uno dei due ricorsi presentati da Ernesto Rapani e Flavio Stasi che potrebbero far barcollare il governo Mascaro. Fantapolitica? Non rimane che attendere gli eventi.
 
 

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