Nessuno ha letto le carte del magistrato e ciò che richiedeva. Risultato? Bloccata da cinque mesi l’attività presso l’Urbanistica…

È di fatto paralizzata e da ben quasi cinque mesi l’intera attività burocratica del settore comunale Uso e governo del territorio, per intenderci meglio l’urbanistica del Comune. Già. Era la mattina dello scorso 3 maggio quando i carabinieri della Stazione del centro storico, su ordine del sostituto procuratore di Castrovillari, Valentina Draetta, si presentavano nella sede municipale di Palazzo Garopoli

per provvedere al sequestro penale preventivo delle pratiche edilizie presenti presso gli uffici tecnici comunali nell’ambito d’una inchiesta giudiziaria tuttora in corso e riguardante i danni provocati alla città ed ai cittadini dal drammatico evento alluvionale del 12 agosto 2015. Fin qui la cosa è risaputa. Ciò che non è noto è il singolare risultato dell’operazione di sequestro condotta e conclusa in modo assolutamente approssimativo tanto da parte dei militari operanti quanto da parte della burocrazia comunale presente quella mattina. 

Nessuno, infatti, s’è premurato di leggere (o non ha saputo leggere…) il decreto di sequestro emesso dal magistrato titolare dell’indagine! Che, in pratica, “circoscriveva” l’oggetto del sequestro penale soltanto ad una serie piuttosto limitata di pratiche urbanistiche ed edilizie. E soltanto a distanza di tempo qualcuno s’è accorto che quel sequestro era andato ben oltre le richieste del magistrato inquirente! Col “risultato” che ad oggi tutte le pratiche edilizie del Comune di Corigliano Calabro risultano sottoposte a sequestro penale preventivo, bloccando in modo pressochè totale l’attività degli uffici e del personale del Settore Uso e governo del territorio. 

In particolare, veri oggetti del sequestro, d’interesse investigativo, dovevano essere i permessi di costruire nel periodo inframezzato di 15 anni, con riferimento solo ed esclusivamente alle pratiche relative alle lottizzazioni edilizie e non ad altre tipologie di pratiche, escludendo dunque il condono edilizio ed i permessi di costruire che non rientrano nella casistica delle cosidette lottizzazioni oggi sotto la lente d’ingrandimento da parte degl’investigatori della Procura. 

Dal Municipio adesso stanno cercando di farsi “sbloccare” da parte del pubblico ministero Draetta tutta la documentazione che di fatto non interessa alle indagini in corso. Incertezza sui tempi che dovranno portare a tale “sblocco”. L’augurio è che possa avvenire presto nell’interesse degli uffici comunali e dei cittadini.

 

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