Mentre a Rossano s’attarda a spegnersi la rovente polemica estiva innescata dalla rock band de “Le rivoltelle”, nella vicina Corigliano Calabro le rivoltelle vere – quelle che col rock polemico hanno poco o nulla a che vedere – hanno fatto il loro naturale mestiere, vale a dire quello di sparare. È accaduto, con ogni probabilità nottetempo, lungo la strada provinciale “Mordillo”, a tratti urbanizzata e di competenza comunale.

Ebbene – si fa per dire – proprio qui, ignote mani armate di pistola hanno “fatto fuori” tutte le lampade per l’illuminazione pubblica stradale poste in cima ai pali della rete. Siamo nel cuore di contrada Apollinara: i gangster non hanno risparmiato neppure le principali traverse che si dipanano dall’arteria stradale che attraversa l’intera periferica zona coriglianese, che confina “a triangolo” coi territori comunali di Cassano Jonio e di Spezzano Albanese.

Una contrada, Apollinara, dov’è praticamente impossibile che malandrini provenienti da fuori zona possano mai compiere azioni delittuose di qualsiasi genere se non col consenso o con la complicità dei malandrini locali. Già, perché Apollinara è terra di malandrini liberi oltre che di boss di tutto rispetto della ‘ndrangheta coriglianese oggi in carcere, e la zona stessa rappresenta storicamente un importante anello di stretta congiunzione ‘ndranghetista tra l’organizzazione coriglianese e quella attiva nel cassanese, con interessi ed appetiti criminali coincidenti ed unitamente operativi nell’ultimo ventennio.

Appare difficilissimo, dunque, immaginare che il misfatto compiuto ai danni della rete d’illuminazione pubblica coriglianese possa essere riconducibile a vandalismo da bulletti annoiati. Molto più verosimile che l’“anonima furti” da sempre ben attiva in quell’area dovesse compiere qualche azione “importante” per la quale le sarebbe stato congeniale guadagnare il buio totale neutralizzando la rete di pubblica illuminazione.

Sul caso, denunciato da parte dei responsabili della ditta cui il Comune di Corigliano Calabro ha affidato l’appalto di manutenzione della rete di pubblica illuminazione, indagano i carabinieri della locale Compagnia.

Anni addietro ad Apollinara mani ignote giunsero persino a sparare una decina di colpi di carabina contro il portone della canonica della locale chiesa: un gesto indirizzato contro il giovane parroco dell’epoca, “reo” del proprio impegno sociale finalizzato al recupero delle evidenti marginalità sociali giovanili che piagano la zona, offrendo i giovani su un piatto d’oro alla criminalità comune ed organizzata.     

 

 

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