E adesso è giunto pure per noi il momento per spezzare una positiva lancia in favore del sindaco di Corigliano Calabro, Giuseppe Geraci. Sì, avete capito bene. Già, perché se un primo cittadino è vituperato dai propri concittadini e con argomenti per i quali, invece, meriterebbe vicinanza e sostegno proprio da parte degli stessi concittadini, noi da qui sentiamo il dovere di doverci schierare, e di doverci schierare proprio dalla parte del sindaco.

Sia chiaro: fino a pochi giorni orsono Geraci ha gestito assai malamente il proprio rapporto mediatico – assai delicato in questi casi – in merito ai continui sbarchi di migranti nel porto cittadino che lo caricano di grandi responsabilità “fuori programma” in ordine all’accoglienza ed alla sistemazione logistica dei tanti cosiddetti “minori non accompagnati” d’origine africana. Ma da qualche giorno il sindaco s’è reso conto – meglio tardi che mai – che tale problema per legge è suo e non d’altri, allo stesso modo se l’automobilista Geraci dovesse forare uno pneumatico su una strada dove non passa nessun altro e dove non c’è campo per provare a telefonare col cellulare un gommista prefetto, o sottosegretario di Stato o ministro della Repubblica. E allora, dato che lo sappiamo che Geraci è con tutt’e quattro le ruote della propria utilitaria bucate e si trova su una strada isolata, troviamo ancor più volgari di quanto (e tanto) già lo siano, gli attacchi di centinaia e centinaia di suoi concittadini che nella loro atavica ignoranza finanche dei fondamentali della grammatica, della sintassi e dell’ortografia della nostra lingua (che non è il corGlianese) usano le tastiere di smartphone, tablet e computer perché Facebook (che non è il mondo ma un suo strumento) ha dato loro cittadinanza universale.

Corigliano Calabro non è il luogo dove esercitarsi a fare gli “esperti” della più grande emigrazione africana in Europa di tutti tempi, delle sue cause, dei suoi effetti e dei suoi rischi per un continente “nostro” ma di cui nessuno di noi possiede l’atto di proprietà. E il sindaco di Corigliano Calabro nello studio notarile mondiale in cui s’è rogitato in favore di Giuseppe, di Fabio, di Abdullah, di Mustapha e degl’ignoranti razzisti di Facebook “politicizzati” o meno che essi siano, era soltanto una caccoletta nasale.

Il dato di fatto con cui misurarsi adesso è che Corigliano Calabro è un porto del Mediterraneo – a proposito, noi non eravamo quelli che ci sentivamo importanti quando soltanto qualche anno addietro i politicanti locali l’avevano battezzato come una delle porte europee sul Mediterraneo? – ed oggi alla stessa stregua che per altri tipi d’infrastrutture necessita urgentemente d’un centro d’accoglienza per minori migranti non accompagnati. Non era nel programma con cui Geraci s’era presentato agli elettori nel 2013, ma oggi per il sindaco di Corigliano Calabro è il punto numero uno. Certo non lo si farà con uno schiocco di dita e certo che Geraci è più vicino alla fine del proprio mandato amministrativo che non al suo inizio. E certo è che il prossimo sindaco – speriamo un quarantenne con idee e progetti di progresso, e con le capacità di realizzarli – anche su questo otterrà il consenso dei concittadini. 

Gl’ignoranti razzisti comincino a farsene una ragione. Perciò la smettano di sporcare la rete e d’offendere il sindaco.

 

Di admin