Egregio Direttore, 

Le scrivo nella mia qualità di difensore del signor Mario Straface e dei suoi familiari, nonché degli eredi del defunto Franco Straface, in riferimento all’articolo apparso su AltrePagine in data 26 luglio scorso, dal titolo “Corigliano | Definitivamente confiscati i beni degli Straface”, in merito al quale desidero fornire alcune precisazioni.

L’articolo in questione, nel riportare la notizia della recente decisione del Tribunale di Cosenza -Sezione Misure di Prevenzione- di confisca dei beni del gruppo imprenditoriale Straface, contiene un’inesattezza nella parte in cui ritiene “definitiva” la confisca medesima (inesattezza, questa, che si coglie, in maniera ancora più evidente, addirittura nel titolo dell’articolo).

Ebbene, mi corre l’obbligo di precisare, come il provvedimento di confisca in questione non sia affatto definitivo, in quanto trattasi di provvedimento emesso dal Tribunale in sede di giudizio di primo grado, avverso il quale, nei prossimi giorni, per conto dei miei assistiti, provvederò a depositare articolato gravame alla Corte d’Appello di Catanzaro.

La comprensibile ansia mediatica su una vicenda giudiziaria indubbiamente importante come quella relativa al processo “Santa Tecla” non può, però, non essere professionalmente mediata dal compito e dalla missione di informare correttamente e completamente l’opinione pubblica, come nel Suo caso. In questo senso, non si può omettere di rilevare come, proprio nell’ambito del processo “Santa Tecla”, la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro, nella parte in cui aveva disposto la confisca di quegli stessi beni oggetto del provvedimento ablatorio emesso pochi giorni addietro dal Tribunale di Cosenza Sezione Misure di Prevenzione; e come, lo scorso 16 febbraio, in sede di giudizio di rinvio, la Corte d’Appello di Catanzaro Prima Sezione Penale, in accoglimento del gravame proposto dai signori Straface, ha annullato la confisca disposta con sentenza di primo grado e restituito tutti i beni agli aventi diritto, sul presupposto della provenienza lecita delle risorse impiegate per gli acquisti e della ritenuta proporzione tra patrimonio e attività economica svolta.

La ringrazio, sin da ora per la cortese disponibilità e porgo distinti saluti.

Avvocato Gianluca Serravalle 

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