Bugiardi. A costo zero? Magari! Sì, perché, cari cittadini di Corigliano Calabro, nel vostro municipio opera una banda senza arte né parte che vi cattura dalle tasche ben 854 euro al mese per propinarvi attraverso i soliti giornali senza notizie tonnellate di fesserie, o per mistificare le notizie vere. Loro lo chiamano “ufficio stampa esterno”, noi spesso l’abbiamo chiamato “ufficio propaganda” ma la dizione giusta è “fabbrica del tarocco”.

Ne abbiamo scritto proprio qualche giorno fa (http://www.altrepagine.it/index.php/197-corigliano-informazione-istituzionale-no-fragorosa-flatulenza) ed oggi torniamo a scriverne a proposito di quello che il sindaco, Giuseppe Geraci, ieri sera in Consiglio comunale avrebbe definito «sciacallaggio giornalistico».

Geraci evidentemente non conosce quale sia l’attività dello sciacallo. Allora l’aiutiamo – dizionario Treccani alla mano – per capire insieme a lui chi s’avvicina alla definizione: «fig. Persona che approfitta delle altrui sventure per rubare; in partic., chi, in occasione di cataclismi o eventi bellici, saccheggia case e luoghi abbandonati, deruba cadaveri o persone indifese; anche chi, nei sequestri di persona, si inserisce con false promesse nelle trattative per trarne profitto; talvolta, più genericam., persona avida, profittatrice».

E ora vediamo se «ogni iniziativa dell’amministrazione comunale è stata assunta e portata a termine nella massima trasparenza e correttezza» in merito all’accoglienza ed all’assistenza delle decine di migranti minori non accompagnati sbarcati al porto lo scorso 29 giugno. Sì da vedere pure se «le gravi affermazioni contenute in talune ricostruzioni giornalistiche diffuse sui media sono destinate a gettare discredito sull’immagine e la dignità di singoli assessori, della Giunta e della stessa città di Corigliano» oppure se i primi s’autodiscreditano, screditando loro stessi l’intera città.

«L’associazione “Marinella Bruno onlus” di Morano Calabro è stata l’unica associazione a rispondere alla richiesta di assistenza e collaborazione rivolta pubblicamente dal Comune». Pubblicamente? «L’assessore alle Politiche per i migranti, Marisa Chiurco (foto), ha contattato telefonicamente tutte le altre associazioni di volontariato eventualmente disponibili e che già avevano intrattenuto rapporti di collaborazione col Comune». Scopriamo così che le telefonate dell’assessora Chiurco sono pubbliche! «Constatata e registrata l’indisponibilità di nessuna delle associazioni contattate, l’ente s’è rivolto alla “Marinella Bruno onlus”». Nessun cenno o riferimento da parte dell’“ufficio del tarocco” – proprio per rispettare appieno il tema della massima trasparenza e correttezza – al singolare dato di fatto che presidente e segretaria dell’associazione in questione siano il consorte d’una assessora comunale e la stessa assessora, vale a dire i signori Giuseppe Bruno e la signora Alessandra Francesca Capalbo.

«Non comprendiamo perché l’amministrazione comunale di Corigliano Calabro insista nel volere affermare d’avere contattato tutte le associazioni del territorio per la gestione dei minori non accompagnati arrivati con lo sbarco del 29 giugno, che avrebbero rifiutato la collaborazione, prima d’affidare l’incarico alla “Marinella Bruno onlus”: l’amministrazione comunale non ci ha richiesto alcuna disponibilità riguardo alla gestione dell’ospitalità in urgenza dei minori non accompagnati ed ha affidato, secondo criteri a noi sconosciuti, tale incarico ad un’organizzazione non della nostra città». È quanto afferma pubblicamente ed ufficialmente il presidente dell’associazione “Mondiversi onlus” di Corigliano, Antonio Gioiello.

Non solo. Già, perché dopo avere contattato i responsabili d’alcune altre associazioni cittadine, abbiamo fatto la scoperta dell’America: dall’assessora Chiurco non sono stati contattati, ma convocati solo e soltanto per la mattina dello scorso 7 luglio quando la “Marinella Bruno onlus” ha mollato il Palazzetto dello Sport cittadino che “ospita” i giovanissimi profughi. E questa di Marinella è la storia vera.  

 

 

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