Sin dall’inizio del proprio mandato, nella tarda primavera del 2013, non ha mai perduto un’occasione per piangere miseria il sindaco Giuseppe Geraci. Col solito trito e ritrito ritornello delle casse vuote, del “miracolo” tutto coriglianese ma soprattutto geraciano, vale a dire quello d’essere riuscito a fare scampare il Comune al dissesto finanziario grazie ai consigli aggratis (!) elargiti con evangelica e prodiga benevolenza dai professori Ettore Jorio ed Enrico Caterini (pare ottimi samaritani nei confronti di decine d’altri Comuni della provincia di Cosenza), ma spendendo, spandendo e fendendo migliaia e migliaia d’euro per servizi inutili alla collettività amministrata (o meglio, da amministrare), ma utili certamente a qualcuno e ad ogni singola (e singolare) occorrenza.

Per farne l’elenco forse non basterebbero queste due colonne, ma sarebbe un inutile esercizio per voi cittadini che in migliaia, da anni ormai, tra Internet e carta stampata siete avvezzi a leggerci con estrema costanza.

Ma tra gli sprechi di spesa e di risorse finanziarie pubbliche ve n’è una che spicca su qualsiasi altra. Ed è la più insopportabile da parte dei cittadini coriglianesi, ai quali come potremmo mai dar torto rispetto a ciò che leggiamo nei loro commenti quotidianamente postati a decine su comunicati diffusi ogni giorno in rete da parte dell’“intrepido” ed “ineffabile” «Esecutivo Geraci»? Già, perchè 854 euro al mese dalle tasche degli stessi cittadini destinati alla propaganda personale e di gruppo del sindaco vengono sentiti come un pugno in un occhio, un altro allo stomaco ed un altro ancora nelle parti basse da parte d’ogni singolo cittadino che vede e vive una realtà esattamente contraria a quella che viene spacciata come “comunicazione ed informazione istituzionale”, ma che è soltanto una fragorosa flatulenza sparata con una gran faccia tosta in faccia ai cittadini. Costretti a subirla e pure a pagarla!

Così raccontano, attraverso gran parte della stampa quotidiana che da tempo ha abdicato al proprio ruolo, cumuli di balle cui non credono neppure i pochi stolti del paesotto. L’ultima riguarda l’approdo d’una nave da crociera nella cui organizzazione il Comune di Corigliano Calabro non c’entra una beata mazza. Il porto, infatti, non è di “proprietà” del Comune tantomeno dell’eccelso “Esecutivo Geraci”, e soltanto qui, in provincia di Cosenza, possono attraccare le navi da crociera.

«Il tour è stato organizzato nei minimi dettagli grazie alla collaborazione nata fra il tour operator Aloschi Bross di Napoli, la società Alfa21 di Crotone e iGreco», è scritto nel comunicato diffuso il giorno dopo l’approdo da “Jureka”, la società di comunicazione facente capo al gruppo iGreco di Cariati. Il Comune di Corigliano non c’entra nulla, dunque. Assunto ciò, consentiteci pure di dubitare circa la visita del sindaco Geraci e dell’assessora al Turismo Alessandra Francesca Capalbo a bordo della nave approdata, di cui l’intrepido ufficio propaganda non ha prodotto neppure una timida fotuzza…

Il loro “silenzio stampa” restituirebbe al Comune una meritata decenza e un doveroso risparmio. Già. Davvero, una volta per tutte.

 

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