Eppure si poteva prevedere. Senza voler gettare la croce addosso all’ormai ex commissario straordinario, Aldo Lombardo, – amministratore di Rossano da novembre dello scorso anno e fino allo scorso 19 giugno, giacché probabilmente ha fatto più lui in qualche mese che gli altri nei quattro anni precedenti – un minimo di spesa programmata per la pulizia delle spiagge e del lungomare cittadini alla vigilia dell’estate, la si poteva prevedere.

Il neo sindaco Stefano Mascaro non ha né la bacchetta magica, né crediamo sia dispensatore di miracoli e di certo se ne occuperà. Nel frattempo, però, un pò ovunque sono ben visibili le cicatrici lasciate dall’alluvione dello scorso agosto 2015. In sostanza, in tante zone di contrada Sant’Angelo è come se si fosse nascosta la polvere sotto i tappeti. Perché negli angoli più bui e celati, ma a volte anche in “bell’evidenza”, sono ancora ben visibili pavimentazione saltata, cumuli di terra che un tempo era fango, detriti, rottami, persino pneumatici, carcasse d’elettrodomestici  e “foreste” d’erbacce che attanagliano tutte le parallele e le perpendicolari del lungomare. Per non parlare della spiaggia.
Se non fosse per l’impegno profuso da parte degli operatori turistici, dei gestori dei numerosi lidi, la spiaggia, la battigia, anche per colpa d’un lungo e flagellante inverno, sarebbe impraticabile. Ed invece se Rossano fa la sua onesta bella figura è solo grazie agl’imprenditori del settore che, con buona pace della propria coscienza, ognuno per il proprio, hanno rassettato spiaggia e le aree adiacenti agli stabilimenti balneari.
Sarà anche un biglietto da visita non ottimale, quello che sta offrendo la città di Rossano all’inizio di un’estate che potrebbe risultare quella del rilancio dopo gli eventi nefasti dello scorso agosto 2015, ma poteva essere decisamente molto peggio. Probabilmente, l’ex commissario Lombardo non avrà considerato che Rossano è pure una città di mare e che grazie al mare ci campa anche, ma in tutta onestà qualcosa si poteva fare, magari tenendo puliti anche i marciapiedi del lungomare stesso. Insomma, è come se ci si dimenticasse sempre degli “ultimi” – si legga contrada Sant’Angelo e le altre contrade in genere – tranne per poi bearsene al momento del bisogno. Ed il “bisogno”, ora, si chiama estate, mare, turismo, accoglienza, divertimento.
Per rendersi conto della situazione, basterebbe farsi un giro, ma non in auto. A piedi. Si potrebbero facilmente notare, così, cumuli di terra in Piazza Caduti di Nassirya, sul lungomare, fra  gli stabilimenti balneari “Gipsy” e “Lulapaluza”. Parcheggiare – perché no – alle spalle dell’anfiteatro o nelle immediate adiacenze, passeggiare ancora tra contrada Sant’Angelo e contrada Momena per vedere meglio e da vicino le cicatrici dell’alluvione di quasi un anno fa e poi dell’incuria.
Certo, con la “Somma urgenza” è stato risolto il “grosso” dei problemi: l’argine del torrente Citrea per esempio, o la foce del Colognati. Ma alcune parti della via marina risultano ancora oggi “saltate” e con qualche fosso di scolo per di più otturato e putrido.
L’estate ancora è all’inizio e, come si suol dire, a tutto c’è riparo, ma se così non fosse, da parte della neoinsediata amministrazione Mascaro, l’auspicio è che la prossima sia programmata per tempo e degna di tal nome.
 
 

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