Nessuna udienza preliminare. Già. Saranno giudicati col rito immediato i due imputati per l’omicidio di Carmine Avato, il 52enne muratore di San Cosmo Albanese freddato a colpi di pistola nella notte tra il 14 e il 15 novembre dello scorso anno nel piccolo centro del cosentino.

Così ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Letizia Benigno, che ha accolto la richiesta in tal senso formulata da parte del sostituto procuratore Maria Grazia Anastasia. Cristian Dulan, il 30enne di nazionalità rumena esecutore materiale del delitto e reo confesso, e Salvatore Buffone, il 31enne cognato dell’ucciso chiamato in causa dal primo quale mandante, dovranno comparire il prossimo 20 settembre davanti ai giudici della prima sezione della Corte d’assise di Cosenza.

In cambio della prestazione omicida, il rumeno avrebbe ricevuto 500 euro a titolo di “rimborso spese” da Buffone, il quale gli avrebbe fornito pure i motivi per i quali avrebbe voluto la morte del cognato, marito della sorella – maltrattava la famiglia – senza fornire altri particolari ai carabinieri ed al magistrato inquirente.

Un fatto di sangue che sarebbe maturato nel contesto familiare ed alla vigilia della prima udienza per la separazione tra la vittima e la propria consorte. Nel corso delle proprie dichiarazioni al pubblico ministero, Dulan ha raccontato d’essersi ubriacato la sera dell’omicidio. Ha detto d’avere avuto paura di Buffone. La richiesta d’uccidere il cognato sarebbe arrivata da parte di Buffone un mese prima del delitto. Dulan ha raccontato che non se la sentiva ma il presunto mandante insisteva. «Salvatore m’ha minacciato se non avessi adempiuto a quello che mi chiedeva», ha affermato Dulan. I due imputati sono da mesi ristretti in carcere. 

 

 

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