Un’indagine dei carabinieri della locale Compagnia che va avanti da alcuni mesi e nel più assoluto ed impenetrabile riserbo da parte degli stessi investigatori dell’Arma. La conferma che sul cimitero di Corigliano Calabro siano da tempo puntati i loro riflettori, quella però ci arriva. E insieme ad essa qualcosa riesce comunque a trapelare nelle orecchie attente di chi fa cronaca.

Ci arriva il “dolce”, vale a dire il venire a conoscenza del fatto che chi è naturalmente deputato a stroncare condotte illecite ed a ripristinare la legaltà laddove pare non vi sia, il suo mestiere stia cercando di farlo per bene e da mesi. Ma ci arriva pure l’“amaro”, e cioè il dato di fatto che l’inchiesta aperta e coordinata dalla Procura di Castrovillari stia facendo riscontrare delle difficoltà oggettive agli stessi investigatori impegnati. Vediamo quali.

Senza tanti giri di parole, l’indagine riguarda la presunta attività estorsiva e corruttiva che vedrebbe come lugubre teatro proprio il camposanto cittadino coriglianese e che è giornalisticamente emersa oramai da diversi mesi. Anche attraverso le “propalazioni” davvero poco istituzionali da parte del segretario generale del Comune, Salvatore Bellucci, misteriosamente carpitegli e fatte recapitare proprio a noi su supporto digitale. Bellucci palesava d’essere a conoscenza dei presunti meccanismi d’estorsione e di corruzione che avrebbero come protagonisti alcuni non meglio identificati dipendenti comunali impiegati presso la struttura e nei servizi cimiteriali, da una parte – vale a dire quella dei presunti estorsori e corrotti – e dall’altra i cittadini coriglianesi che devono imbattersi necessariamente coi servizi cimiteriali, questi ultimi con lo speculare ruolo d’estorti e corruttori. E proprio in questi ultimi risiederebbero le difficoltà riscontrate in questi mesi d’indagini da parte degl’investigatori impegnati sul “bubbone” cimitero. Un’attività condotta in buona parte dai carabinieri della Stazione del centro storico, dove sarebbero state formalizzate, pure, alcune denunce relative ad alcuni fatti e ad alcune circostanze da parte d’alcuni cittadini che s’erano recati nel luogo dell’eterno riposo dove sono sepolti i loro cari estinti o per seppellire un loro caro estinto.

In questi mesi sarebbero state sentite e verbalizzate, da parte dei militi dell’Arma, oltre una settantina di persone in qualità d’“informate sui fatti”. Già. Ma spesso, purtroppo, la loro condotta sarebbe stata poco o per nulla collaborativa, in taluni casi in modo palesemente reticente. Più recentemente l’attività investigativa portata avanti per mesi delle divise nere della Stazione del centro storico è corroborata pure dai loro colleghi in forza al Nucleo operativo e radiomobile. I fari degl’inquirenti sono puntati su alcuni sospettati delle presunte condotte illecite emerse e denunciate negli ultimi tempi. Purtuttavia, senza la necessaria quanto preziosa collaborazione da parte dei cittadini che abbiano visto oppure sentito qualcosa, o che, peggio, siano stati essi stessi vittime di condotte estorsive presso il cimitero cittadino, è sempre poco agevole il percorso intrapreso da parte di chi indaga al fine di stroncare l’ipotizzata illegalità e di ripristinare dunque la legalità in quel luogo.

Il lavoro certosino dei carabinieri di Corigliano sotto le direttive dei magistrati inquirenti della Procura castrovillarese continua senza soste, pure a dispetto del diffuso clima d’omertà che spesso, ma per fortuna non sempre, emerge quando qualcuno viene formalmente invitato a presentarsi in caserma per delle domande piuttosto indiscrete riguardanti il proprio “rapporto” col cimitero e con quanti, a qualunque ruolo e titolo, v’operano all’interno. Presto succederà qualcosa?

 

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