Una città particolare. Nella quale accadono cose particolari. Corigliano Calabro, estate 2016. Stando a quanto leggiamo nei comunicati ufficiali del Comune e negli scritti di qualche tifoso sfegatato dell’attuale amministrazione comunale retta dal sindaco Giuseppe Geraci, sarebbe in atto un risveglio culturale e sociale. Applausi a scena aperta, ma non è di questo che vogliamo occuparci “a questo giro”.

Sì, perchè vogliamo raccontarvi d’un altro settore in fortissima crescita. Stando a quanto ci raccontano a mezza bocca, infatti, anche l’edilizia vive un momento molto florido. Un’edilizia particolare però, quella chiamiamola “ufficiosa”. Tutte favole o c’è qualcosa di vero? Qui non si parla di promesse elettorali, d’incarichi o d’altri classici e già visti brogli della malapolitica nostrana. Stiamo parlando di metri cubi, di muratori, di cemento e di calce. I racconti sono tutti molto dettagliati. E le “carte” vi sarebbero…
Andiamo ai fatti. Lavori eseguiti al mattino presto, per fugare ogni possibilità d’essere visti, osservati, “attenzionati” come s’usa dire nel gergo investigativo, da occhi indiscreti. Si costruisce dove non si può, in barba ad ogni regola basilare. Metri, distanze, allacci alle condotte idrica e fognaria senza nessuna regola, se non quella di terminare la costruzione il più presto possibile. Una prassi vecchia quanto il piano regolatore della città.
A conti fatti il quadro è questo: si comincia prima dell’alba, di gran lena, per realizzare fugando gli occhi indiscreti qualcosa che di regola non si può fare. Ma chi ci guadagna davvero non è difficile immaginarlo. Chi suda lavorando in modo frenetico certamente no. E quasi quasi, considerati i tempi e considerato il rischio d’essere beccati e denunciati, merita la nostra solidarietà. Ma c’è qualche altro che in questo modus operandi ci starebbe sguazzando, millantando, speculando, garantendo impunità ed infine incassando. Dietro a queste parole ci sono altri ben noti. Ove ben noti vuol dire anche noti “a tutti”. Sarà vero?
Certo, il quadro è desolante, in un territorio senza controllo. Voci incontrollate, fotografie, documenti, relazioni, tanto ci sarebbe, o meglio c’è, in giro. E i parcheggi e il verde pubblico restano una chimera. Le distanze da un fabbricato ad un altro un sogno, tra canali di scolo chiusi e strade senz’uscita.
Avete capito tutti? Vabbè, diciamolo, e finiamo: siamo nella popolosa frazione marina di Schiavonea, dov’è in programma una fitta attività di controlli, sì, ma sui metri quadrati dei tavoli dei bar all’aperto i cui titolari ogni anno, d’anno in anno, aspettano finalmente che arrivi l’estate per vedere finalmente qualche cliente.
 
 

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