Pagano con denaro pubblico, da loro non sudato, un ufficio stampa – o meglio un “ufficio propaganda”esterno al Comune. Lo pagano per raccontare attraverso gran parte della stampa quotidiana che da tempo ha abdicato al proprio ruolo, cumuli di balle cui non credono neppure i pochi stolti del paesotto, Corigliano Calabro. A volte per spararle davvero grosse e grasse, come l’ultima sortita in cui il sindaco Giuseppe Geraci invocava l’intervento dell’Esercito italiano per arginare il fenomeno del vandalismo nei luoghi d’aggregazione sociale come il lungomare ed il parco comunale.

Da un lato panem et circenses pompato all’ennesima potenza con terminologia da ridicola iconoclastìa anni Venti, che crolla alla prova del solo pur minimo confronto con altre iniziative culturali di richiamo prodotte anche in piccoli Comuni vicini giocoforza con risorse economiche davvero assai minori e non sprecate, dall’altro le vittimistiche grida atte a mistificare un vuoto amministrativo senza alcun precedente nella storia di quel che loro stessi hanno ridotto un paesotto, soprattutto per quanto attiene la oggi più che mai necessaria educazione civica i cui esempi devono partire per prima proprio dal “palazzo”, oltre che dalle agenzie educative delle famiglie e delle scuole anch’esse purtroppo in forte crisi.

L’ultima propagandistica sortita riguarda il ripristino dell’Ufficio del Giudice di pace. Ma quale risultato dell’amministrazione Geraci?! Il decreto di soppressione di tale ufficio, infatti, conteneva norme e termini atti al suo “salvataggio” ed alla sua non chiusura, poi avvenuta e provocata proprio dall’amministrazione Geraci che solo e soltanto in seguito alla riapertura di quei termini s’è “pentita” della propria inerzia tenendo conto d’alcune legittime proteste. Il primo dato di fatto è che Corigliano è rimasta senza tale ufficio per un anno e mezzo e lo rimarrà ancora fin quando il Ministero della Giustizia non lo ripristinerà effettivamente, il secondo è che le balle dell’amministrazione Geraci non reggono alla prova dei dati di fatto.

Le notizie – quelle vere – che li riguardano molto, assai da vicino – se le lasciano scivolare addosso come fossero spruzzi d’acqua fresca. Gli ambienti “di palazzo” ci rivelano che per quelle stanno percorrendo la “via” delle cosiddette querele temerarie – e temerarie assai – nei confronti di chi predilige le notizie ed aborrisce la propaganda, ergo nei nostri confronti.

Gli ambienti “di palazzo” non ci svelano granchè di misterioso, dal momento che l’atto di notifica della prima di tali querele temerarie giace già da un paio di mesi nel cassetto della nostra scrivania. Le sia chiaro il concetto assessora Marisa Chiurco, e sia chiaro pure all’assessore Mauro Stellato e a quell’altro assessore che qualche sera fa ci ha incrociati davanti a una nota tabaccheria e per evitare di salutarci e magari di fermarsi a colloquiare con noi, ha fatto finta di non vederci guadagnando in fretta la portiera della propria auto come fosse un ladro. E sia chiaro finanche a qualcheduna o a qualcheduno tra quei funzionari comunali oggi più che mai grati e fedelissimi al sindaco Geraci: anche su quella “via” non vi temiamo affatto. 

Già, perchè continueremo a tenervi sotto controllo quanto e più di prima.

 

 

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