Sono Anna “Patrizia” Sammarro, da una vita compagna convivente di Marco Ruggieri, condannato ingiustamente dalla Corte d’Assise di Cosenza, dalla Corte d’Assise d’appello di Catanzaro e infine dalla suprema Corte di Cassazione, a 24 anni di reclusione per l’omicidio di Vasil Slanina avvenuto il 24 settembre del 2004 nel Quadrato Compagna di Schiavonea, a Corigliano Calabro.

 

Se sono arrivata a scrivere questa lettera è per gridare l’innocenza del mio compagno. Ed è per questo che io e la mia famiglia ci stiamo ribellando, dopo anni di silenzio, per dire ai veri responsabili di quell’omicidio di mettersi una mano sulla coscienza. Come potete essere così egoisti e così senza cuore, non potrete mai dormire sonni tranquilli la notte perché oltre ad essere assassini siete esseri umani sulla faccia della terra che non meritano neanche d’essere chiamate persone. Io, nonostante sia andata così, ho fiducia in una revisione del processo che possa vedere scarcerati gl’innocenti, e se oggi parlo con rabbia verso i colpevoli  non è perché sono cattiva, anzi, perché ci siamo dovuti accollare 12 anni di tribunali, avvocati, carcere, e dopo ciò condanne anche ingiuste. No! Ci sono persone che non si sono poste il problema d’avere rovinato la vita a dei ragazzi innocenti, e in questi innocenti il mio Marco c’è di sicuro. Io non posso avere mentito: Marco era con me quella sera, e io scrivo ciò per far sì che queste mie righe giungano a un magistrato che possa valutare bene questo caso e creda alla mia parola di donna, di mamma. Marco era con me quella sera, se mentivo perché dovevo prendermi questa responsabilità dal momento che io avevo avuto già delle sofferenze, io ero consapevole che questa implicazione in un omicidio avrebbe portato tante complicazioni, ma se oggi sono qua, dopo 12 anni ad avere combattuto insieme a Marco, chi ha il potere di farlo deve valutare che quella sera io ero con lui, come negli anni successivi nei tribunali, nel 2007, nel 2009, nel 2012, nel 2014, nel 2015 e nel 2016. Marco è vittima d’un pasticcio investigativo, Marco era con me, con altri ragazzi, come hanno potuto condannarmelo?! Lui così buono, lui che non fa male neanche ad una mosca…questa storia ci sta distruggendo la vita…non è giusto che siamo stati allontanati per una sentenza sbagliata, ma come si può condannare una persona innocente, io sono distrutta, non vedo l’ora che finisca una volta per tutte questa storia che ci tormenta da 12 anni. Per Marco certamente tenterò tutte le strade per far sì che esca la verità, perché non può finire così, non posso permettere che tolgono il papà a mio figlio poiché sono sicura al mille per mille che Marco è innocente. Sicuramente abbiamo sbagliato a non ribellarci prima, perché davamo tempo al tempo, che comunque poi le cose sarebbero andate per il verso giusto e che i veri colpevoli si sarebbero assunti una responsabilità che in 12 anni non si sono assunti. Arrivati alla fine, se si difendono i colpevoli, figuriamoci gl’innocenti, e Marco lo è. Non lo abbandonerò mai, perché la verità anche dopo tanti anni esce sempre a galla.

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