Era libero ma stanotte è tornato in carcere il pregiudicato di Corigliano Calabro che insieme ad altri due giovani, il 24 settembre del 2004, uccise a calci, pugni e bastonate uno sventurato barbone d’origine ucraina, Vasil Slanina di 51 anni, il quale era intento a dormire all’addiaccio all’interno del complesso monumentale del Quadrato Compagna, nella popolosa frazione marina di Schiavonea.

Nei confronti di Marco Ruggieri, 38 anni, infatti, è stato eseguito da parte dei carabinieri della locale Compagnia l’ordine di carcerazione emesso dai giudici della Corte d’appello di Catanzaro a seguito della sentenza passata in giudicato e divenuta dunque definitiva a metà dello scorso mese d’aprile. 

Ruggieri è stato quindi ammanettato e prelevato dalle divise nere dell’Arma, e tradotto presso la casa circondariale di Castrovillari, ove dovrà scontare i restanti 22 anni della sentenza che lo vede condannato a 24 anni di reclusione. 

Divenute definitive pure le condanne per gli altri due riconosciuti autori dell’omicidio, Francesco Aquino e Pasquale Marasco, ai quali sono stati inflitti 18 anni di reclusione ciascuno. 

Un omicidio, quello del barbone, che durante il processo di primo grado la pubblica accusa etichettò come un fatto di sangue scaturito da motivazioni riconducibili all’odio razziale.

Secondo la ricostruzione, Vasil Slanina, zoppo e senza fissa dimora, venne aggredito a calci, pugni e bastonate mentre era intento a dormire su un giaciglio di cartoni. Un atto d’inaudita ferocia: la vittima non ebbe neppure la possibilità di difendersi, passando direttamente dal sonno alla morte.

I tre condannati sono stati difesi dagli avvocati Giovanni Zagarese, Andrea Salcina e Giuseppe De Luca.

 

 

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