Nell’ambito d’una articolata attività investigativa condotta dai carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro su una serie di furti d’automezzi da trasporto ed agricoli avvenuti di recente nel territorio cittadino, sarebbe stata già individuata una gang d’etnia rumena che potrebbe avvalersi di fiancheggiatori e ricettatori italiani e locali.

Si tratta d’indiscrezioni, che rivelano qualche retroscena piuttosto inquietante. Un uomo d’etnia rumena, infatti, sarebbe stato identificato quale presunto autore d’un furto che potrebbe celare e sottendere contorni ed intenzioni criminali al momento indecifrabili. Già, perché lo straniero avrebbe trafugato, dall’abitacolo dell’autovettura privata d’un carabiniere, il berretto, il cinturone e le manette in dotazione all’uniforme dello stesso militare che aveva lasciato l’auto parcheggiata e ben chiusa sotto la propria abitazione. Il ladro sarebbe stato ripreso da alcune telecamere di sicurezza situate nei pressi della stessa abitazione del rappresentante dello Stato.

Berretto e cinturone sarebbero stati già ritrovati, in un luogo dove, a quanto pare, sarebbero stati rinvenuti altri oggetti di probabile origine furtiva. All’appello mancherebbe il paio di manette in dotazione al milite vittima del singolare furto. Una vicenda sulla quale trapela ben poco, considerata la delicatezza del caso e le indagini tuttora in corso.

Ma un interrogativo emerge su tutto: a chi e a cosa doveva servire quell’“armamentario”? 

 

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