Ci piacerebbe davvero conoscere il nome o i nomi dello scienziato o degli scienziati della politica del Comune di Corigliano Calabro che avrebbe o avrebbero proposto di tenere una seduta di Consiglio comunale a porte chiuse per discutere un caso sì scandaloso, ma d’assoluto interesse pubblico quale quello delle presunte infrazioni contestate all’amministrazione del sindaco Giuseppe Geraci da parte del Ministero delle Finanze e segnatamente dal Ragioniere generale dello Stato, in relazione all’ipotizzata abusiva elargizione economica del cosiddetto “Fondo di contrattazione decentrata” a svariati funzionari dipendenti dell’ente locale.

Una seduta consiliare che dovrebbe tenersi verosimilmente il prossimo 5 maggio su sollecitazione dei gruppi politici di minoranza – definirli “opposizioni” sarebbe immeritatamente generoso – che solo dopo la recentissima pubblicazione dell’ormai nota istanza presentata da parte dell’ex assessore comunale della stessa amministrazione in carica, Enzo Claudio Gaspare Siinardi, si sono accorti del “caso” da noialtri sollevato già mesi orsono. Il Partito democratico, poi, nella sua consueta in questi casi trita e ritrita nota stampa ex post, afferma che dal momento che ha parlato (o meglio, scritto) Siinardi, non ha parlato o scritto «uno qualunque». Ebbene, egregi signorini del Pd, noialtri non siamo affatto “Laqualunque”. Tale onomastica semmai la si potrebbe affibbiare di santa ragione proprio a voialtri, sempre “sul pezzo” ex post e giusto per fare un pò di moina.

La questione, o “caso” che dir si voglia, riguarda la gestione tragicomica (noialtri lo scriviamo e ribadiamo da diversissimo tempo) delle casse comunali, quindi riguarda ogni singolo cittadino residente nel Comune di Corigliano Calabro. Non è, e non può essere – dunque – un affare privato tra venticinque consiglieri comunali! A parte che sarebbe un aberrante abuso del Consiglio comunale riunirsi in seduta segreta su un argomento che non è un “processo” in sede istituzionale nei confronti d’una o più persone, men che meno la discussione sull’eventuale “dichiarazione di guerra” da proclamare contro qualche Comune confinante.

Il “caso” – e lo sarebbe senza alcuna ombra di dubbio – porterebbe il Comune di Corigliano Calabro per l’ennesima volta al pubblico ludibrio della stampa nazionale. Voi lo volete? Noi no.  

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