Alle 12,30 di domenica 13 marzo scorso il nostro blog di Corigliano pubblica il “caso Bellucci 2”, dando in pasto all’opinione pubblica cittadina l’ennesimo scoop-scandalo sulla singolare gestione amministrativa durante il terzo mandato elettivo del sindaco Giuseppe Geraci. È una nuova registrazione audio ascoltabile sul sito, con in primo piano la voce del segretario generale del Comune, Salvatore Bellucci, e sullo sfondo le voci di due suoi interlocutori, molto verosimilmente registrati tra le pareti di Palazzo Garopoli, la sede municipale coriglianese.

«Il cimitero non funziona, non funziona così…dovremmo cacciare tutti quelli che ci sono…intanto sono dei lestofanti perché prendono venti euro per qualsiasi cosa fanno là… e che bella figura che ci facciamo… m’hanno detto che ad Amica gli hanno chiesto venti euro ed Amica il fesso glieli ha dati, Amica, il geometra…». – «E per fargli il piacere o il servizio? – «Per fare il servizio! Cioè, ti muore un familiare tuo domani… Se tu non gli dai venti euro a quello che lavora là, quello non ti fa niente…». – «Non ho i mattoni, non ho la calce…». – «Hai capito… Se gli dai venti euro hai sbrigato il problema». – «Escono i mattoni, esce la calce, esce tutto…».

Il segretario comunale Bellucci spiega dunque ai suoi due interlocutori l’andazzo del cimitero cittadino. Già. Al camposanto si va per la tangente, insomma. Tangenti di piccolo taglio, corruzione (o estorsione?) “a buon mercato” proporzionata a chi la intascherebbe, vale a dire gli addetti comunali che prestano servizio proprio presso il cimitero. E se per tumulare un coriglianese passato a miglior vita i suoi congiunti devono versare il piccolo obolo teoricamente non previsto dal Comune, è facile soltanto immaginare cosa potrebbe succedere praticamente e quotidianamente in altre e ben più importanti postazioni del Municipio. Bellucci lo sa. Deve saperlo per forza. È lui, infatti, il responsabile comunale dell’organismo anticorruzione. Purtuttavia di corruzione comunale parla solo in confidenza coi suoi interlocutori, ma non ha mai denunciato alcunchè alle autorità di polizia giudiziaria e alla magistratura inquirente.

È la seconda volta in pochi mesi che chi fa cronaca s’imbatte e naturalmente pubblica un documento di questo tipo, una registrazione audio carpita da qualcuno al massimo dirigente comunale coriglianese. Dal contenuto e soprattutto dall’effetto assolutamente non edificanti per una cittadinanza amministrata da quanti dovrebbero farlo nel segno del rispetto della trasparenza e della legalità. E della denuncia di fatti che vanno nella direzione esattamente opposta.

Il “caso Bellucci 2” imbarazza più del primo, quando l’esuberante alto burocrate definiva «mafia organizzata» nientepocodimenochè i tre commissari straordinari che avevano retto l’amministrazione comunale durante il biennio seguito allo scioglimento degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose. Il caso imbarazza a tal punto che una componente di consiglieri comunali della maggioranza civica che sostiene l’amministrazione del sindaco Geraci sollecita al primo cittadino già all’ora di pranzo un’immediata riunione, da tenersi nel primo pomeriggio. L’incontro si tiene a Palazzo Garopoli. Tra i primi ad arrivare, intorno alle 15,30, vi sono lo stesso Geraci ed il suo vice, Francesco Paolo Oranges. Il tempo che arrivino tutti (ma non tutti tra assessori e consiglieri di maggioranza v’hanno partecipato) e comincia il confronto. Serratissimo. A musi duri.

A Geraci sarebbe stato contestato il non essersi adoperato nella direzione di fare rimuovere dall’incarico il segretario generale dell’ente già dopo il primo scandaloso caso che lo aveva visto protagonista alcuni mesi addietro. L’occasione è propizia per (ri)propugnare la rimozione di Bellucci, che sarebbe inviso ad alcuni settori della maggioranza ma per motivi assolutamente avulsi dalle sue gravi esternazioni. Geraci avrebbe difeso il segretario comunale. E sarebbe stato costretto a difendersi da feroci attacchi politici. Sotto i colpi del fuoco amico, ad un certo punto avrebbe persino annunciato le proprie dimissioni. Ma sarebbe stato difeso e confortato da alcuni altri consiglieri. La riunione è terminata in serata.

Il giorno dopo il clima “a palazzo” era tesissimo. Con un nervosissimo via vai di consiglieri ed assessori proprio dall’ufficio del sindaco. Bellucci avrebbe riferito di non ricordare la conversazione “incriminata”, ma da quelle stesse pareti si sussurrano i nomi dei suoi due interlocutori (funzionari comunali) e sospetti su chi abbia registrato. E Geraci avrebbe invitato Bellucci a denunciare proprio tale abuso…

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