Davide M. ha tentato ancora una volta di farla finita nel carcere minorile “Ferrante Aporti” di Torino. Come lo scorso 11 gennaio, così l’altro ieri. E per questo i Giudici del Tribunale dei Minori di Catanzaro hanno emesso un provvedimento d’immediata scarcerazione, disponendone il contestuale ricovero all’interno d’una struttura terapeutica.

Il giovane diabolico assassino della sedicenne Fabiana Luzzi attenderà fuori dal carcere, dunque, il processo nei suoi confronti previsto per il prossimo 25 febbraio.

Il 24 maggio scorso l’ancora diciassettenne, il quale adesso ha compiuto la maggiore età, aveva bruciato viva, dopo averla accoltellata ripetutamente, la fidanzatina, poco dopo l’uscita di scuola, a Corigliano Calabro.

Il giovane, dopo resistenze e diabolici depistaggi, ammise agl’inquirenti d’avere ucciso Fabiana con una confessione shock.

Dieci giorni fa aveva tentato d’impiccarsi in cella. A salvarlo erano stati gli agenti della polizia penitenziaria.

Davide dovrà comparire davanti ai Giudici del Tribunale dei minori di Catanzaro per la prima udienza del processo con rito abbreviato il prossimo 25 febbraio. Il diciottenne dovrà rispondere dell’accusa d’omicidio volontario aggravato.

Nel corso dell’incidente probatorio che si era svolto nei mesi scorsi, i difensori del ragazzo, gli avvocati Antonio Pucci e Giovanni Zagarese, avevano sollevato la questione dell’incapacità d’intendere e volere. Un aspetto, questo, che sarà preso in esame quando finalmente comincerà il processo a suo carico.

 

Foto: il luogo del delitto, e, nel riquadro, la sedicenne barbaramente uccisa

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