E due. Un pensionato coriglianese di 76 anni, A.L., è rimasto vittima, nel pomeriggio di ieri, d’un nuovo gravissimo ed ancor più drammatico atto criminale a distanza di qualche mese da quello che l’aveva già visto vittima ai primi d’agosto scorso ad opera degli stessi malviventi.

Il nuovo fatto è avvenuto nello stesso luogo in cui s’era verificato il primo episodio, una zona di campagna situata al confine tra i comuni di Corigliano Calabro e San Giorgio Albanese. Dove la vittima, residente allo Scalo di Corigliano, è proprietaria d’un agrumeto.

L’anziano verso le 16 di ieri pomeriggio si trova all’interno della propria casa colonica quando all’improvviso ne guadagnano l’ingresso tre giovani dall’accento coriglianese giunti a bordo di un’auto di colore verde.

«Ci riconoscete?», gli domanda il “capo”. L’anziano farfuglia, è intimorito.

«Allora, dove sono i soldi che ci dovete?», gli chiede il delinquente infilandogli la mano nella tasca dei pantaloni e strappandogli il portafogli contenente circa 150 euro

«Com’è possibile che avete solo questi?!», esclama sempre il capobanda sfilando dalla tasca un coltello che pianta minacciosamente sul ventre dell’anziano agricoltore.

Al contempo i due complici buttano letteralmente all’aria tutto ciò che capita loro a tiro, compresi gli scarni arredi del rifugio rurale.

«Ho solo questi soldi», si difende la vittima.

E proprio in quel momento il capo dei malviventi gli assesta forte un pugno in faccia

Il terzetto arraffa il magro malloppo e fugge via dalla casa sfrecciandosene a bordo della vettura con cui era giunto sul posto. 

Il 76enne è tremante e dolorante per il pugno ricevuto ma poco dopo trova la forza per chiudere l’uscio e tornarsene nella propria abitazione allo Scalo di Corigliano, dove racconta l’accaduto ai propri familiari

I quali allertano immediatamente i carabinieri. L’anziano viene poi accompagnato in Pronto Soccorso dove i sanitari gli medicano una ferita sul volto

Più o meno la stessa drammatica scena di ieri l’aveva vissuta ad agosto.

Protagonisti gli stessi soggetti rimasti impuniti lo avevano strattonato e rapinato di circa quattrocento euro

L’uomo era ancora a terra quando il capobanda gli rivolse la finale pesante minaccia: «Dal prossimo mese te lo guardiamo noi l’agrumeto e devi pagarmi sempre, tutti i mesi, altrimenti t’ammazziamo, ci siamo capiti?».

Pure allora la vittima s’era rivolta ai carabinieri ma la sua denuncia a tutt’oggi non ha dato alcun esito: neanche un qualche pur timido sviluppo teso a identificare ed assicurare alla giustizia la stessa indomita e tracotante banda.

Solo qualche sospetto da parte degl’inquirenti, i quali per il resto sembrano brancolare nel buio.

Eppure questa banda ha colpito qualche decina di volte in quella stessa zona ed in altre zone limitrofe al territorio di Corigliano Calabro. Le denunce delle vittime parlano chiaro.

Si pensa possa trattarsi di soggetti pregiudicati residenti nel centro storico coriglianese, forse addirittura gente agli arresti domiciliari per altri reati già accertati.

Ma finora l’hanno fatta franca. E la giustizia arranca…

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