Tanto tuonò che piovve. L’amministrazione del Sindaco Giuseppe Geraci dopo oltre tre giorni dispone finalmente gli opportuni accertamenti presso gli uffici del settore Urbanistica del Comune di Corigliano Calabro.

Già, perché è da tanto che tiene banco il presunto grave abuso edilizio della neo Presidente del Consiglio comunale, Maddalena Avolio, denunciato dalla nostra testata nella serata di venerdì appena qualche minuto dopo la sua elezione.

Una lussuosa grande villa immersa nel verde senza alcuna licenza edilizia? 

Maddalena Avolio da tre giorni tace. 

L’unico suo discorso è quello del suo insediamento in quegli stessi minuti di venerdì sera scorso, durante il quale la stessa aveva fatto ampi riferimenti al «ripristino della legalità» e al «rispetto delle regole» in una città per due anni commissariata per infiltrazioni di ‘ndrangheta.

Solo adesso il Sindaco Geraci “controlla”, “accerta”, e dopo magari politicamente “decide”. Se può. 

Indiscrezioni insistenti dicono infatti che qualcuno già si sia messo “di traverso” e glielo impedisca.

Pacta sunt servanda, gli avrebbe detto il suo convitato di pietra, pronunciandoglielo non in latino ma in…coriglianese.

Perciò il Sindaco stamane è “volato” a Cosenza da Sua Eccellenza il Prefetto Raffaele Cannizzaro, in “buona compagnia” del suo vice oltre che d’un assessore.

Al Prefetto, Geraci avrebbe invocato “aiuto”, in caso gliene servisse.

Già, perché se accertato il reato penale d’abuso edilizio Maddalena Avolio decidesse di non rispondere alle già tante sollecitazioni di lasciare la Presidenza e qualsiasi altro banco del Consiglio comunale, potrebbe rivelarsi necessario un intervento di “rimozione forzata” proprio da parte del Prefetto.

Mozione di sfiducia del Consiglio?

E chi lo convoca il Consiglio, se non la Presidente?

Un numero qualificato di consiglieri, come previsto dal Regolamento?

Sì: con Maddalena Avolio che ne avrebbe già un pò dalla sua parte.

D’altronde l’hanno eletta soltanto tre giorni fa…             


 

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