Signora dottoressa Maddalena Avolio
, complimenti per la Sua elezione a Presidente del Consiglio comunale di Corigliano Calabro avvenuta da appena qualche minuto “ad opera” della maggioranza di centrodestra che all’uopo L’aveva già da giorni designata.    

Tra qualche secondo, certamente con voce emozionata, nel Suo discorso d’insediamento siamo certi Lei pronuncerà la più tipica delle frasi fatte, «sarò il Presidente di tutti», condita di tanti triti e ritriti bla bla bla.

Abbiamo da porLe una domanda, signora Presidente, e Le chiediamo di rispondere.

Tanto in qualità di privata cittadina di Corigliano Calabro, tantissimo in qualità di pubblica figura istituzionale di Corigliano Calabro.

Già, perché al foglio di mappa catastale numero 77, particella numero 612, del Comune di Corigliano Calabro, v’è un terreno agricolo su cui sorge la lussuosa villa in cui Lei da qualche tempo abita.

Un immobile catastalmente intestato a Suo figlio ancora minorenne, mentre Lei al catasto risulta intestataria d’un locale magazzino sito in centro storico e d’un appartamento sito alla frazione Scalo in cui svolge la Sua professione di medico ginecologo.

Evidentemente quella lussuosa villa di campagna Lei l’ha costruita per il presente ed il futuro di Suo figlio, oltre che per Lei stessa.        

Ebbene signora Presidente, abbiamo affannosamente cercato, e non trovato, il permesso di costruire, la concessione edilizia del Comune di Corigliano Calabro relativa proprio al foglio di mappa catastale numero 77, particella numero 612.

Lo sveli Lei l’arcano.

Vero che in molti sgangherati uffici del Sud Italia “carte” importanti possono andare perdute ma non vogliamo pensar male degli uffici del Comune di Corigliano Calabro. 

Come non vogliamo pensar male della neo Presidente del Consiglio comunale e della Sua osservanza della legalità in qualità di privata cittadina, di madre d’un fortunatissimo sedicenne proprietario d’una meravigliosa villa immersa nel fresco e profumato verde degli agrumeti coriglianesi.

Fughi ogni dubbio, signora Presidente.

Perché è facile dubitare d’una villa che sorge su un suolo agricolo inibito all’edilizia abitativa, modesta o di lusso che essa sia.

Ancor più facile dubitarne a Corigliano Calabro, dove l’edilizia abusiva, perseguita dal Codice Penale della Repubblica Italiana, è un dato di fatto che ha contato e conta migliaia e migliaia di casi. Migliaia di case, di magazzini, di locali vari. Persino di lussuose ville. 

Come la Sua, signora Presidente.

Allora, signora Presidente, se tutto è “in regola” non Le resta altro da fare che mostrare immediatamente le carte che abbiamo cercato e non trovato. Non Le resta altro che mostrarle tanto alla parte legale quanto a quella illegale della popolazione di Corigliano Calabro, dimostrando alla parte onesta della popolazione italiana che dopo due anni di commissariamento per inflitrazioni della ‘ndrangheta in Municipio, un popoloso comune del Sud, Corigliano Calabro, oggi comincia un “nuovo corso”, legale.

Se, al contrario, quelle “carte” Lei non le possiede, non abbiamo alcun consiglio da darLe: faccia Lei…

 

Foto: la villa, e, nel riquadro, la neo Presidente del Consiglio comunale coriglianese Maddalena Avolio

Di admin