La campagna elettorale del post-scioglimento per ‘ndrangheta del Comune di Corigliano Calabro volge oggi al termine. 

In modo scialbo, consunto.

Tra due candidati a sindaco scialbi e consunti: il già due volte primo cittadino e già parlamentare di Alleanza Nazionale Giuseppe Geraci, ed il già tre volte assessore comunista e democratico di sinistra Giovanni Torchiaro.

Mentre il popolo bue dell’una e dell’altra parte si lascia ammaliare dalle invettive gridate sui palchi dall’una e dall’altra parte l’una contro l’altra, vediamo come s’appresta al “cambiamento” il Comune di Corigliano Calabro dopo due anni di commissariamento forzato per l’illegalità diffusa in Municipio che negli anni ha portato alle infiltrazioni della ‘ndrangheta, ai suoi condizionamenti di esponenti politici eletti, agli auto-condizionamenti di esponenti politici eletti e genuflessi o compartecipi ai lauti banchetti d’affari della ‘ndrangheta (ex?) padrona.

Vediamo.

Al di là di chi lunedì sera sarà il nuovo – si fa per dire – sindaco di Corigliano Calabro, tra coloro che dalla prossima settimana andranno democraticamente ad occupare le ventiquattro postazioni in Consiglio comunale v’è gente a processo per svariati reati: dal furto d’energia elettrica alla frode fiscale, dall’abuso edilizio all’omicidio colposo, per elencarne alcuni soltanto. 

Oltre alla non penalmente rilevante evasione tributaria proprio verso il Comune di Corigliano Calabro che alcuni di essi stessi evasori s’accingono a rappresentare.

Per non parlare del tasso culturale degli stessi neo-politici coriglianesi, se, superficialmente, ci fermassimo ai soli titoli di studio in possesso di buona parte di essi, magari scarsissimamente attrezzati in dizionario ma ricchissimi di cultura umana e politica, ci mancherebbe!

Se da una parte v’è chi, Geraci, magari forse solo per “culpa in contrahendo”, viene accusato d’essere stato il pur nobile “padrino” politico degli ‘ndranghetisti cacciati due anni fa dal Comune, se da quella stessa parte v’è pure chi, in un tempo assai recente, omaggiava dal palcoscenico politico uno ‘ndranghetista morto ammazzato patentandolo «uno di noi», dall’altra, quella buona solo ad autoproclamarsi “legalitaria”, quella di Torchiaro, non si scherza e non si scherza affatto.

Ieri pomeriggio Torchiaro teneva una conferenza stampa fianco a fianco con un europarlamentare del Partito Democratico, Andrea Cozzolino da Napoli, già assessore regionale campano. 

Lo stesso Cozzolino che nel giugno 2009 veniva eletto al Parlamento Europeo, circoscrizione meridionale, con 136.859 preferenze risultando il più votato della lista del PD.

Lo stesso Cozzolino che il 23 gennaio 2011 s’aggiudicava, con il 37,3% delle preferenze, le primarie del centrosinistra per il candidato a sindaco di Napoli.

Lo stesso Cozzolino che vide annullate quelle primarie che i “garanti” del PD ritennero inquinate in suo favore dall’“intervento elettorale” d’alcuni noti clan della camorra.

Lo stesso Cozzolino delle primarie annullate per camorra con conseguente sua non candidatura a sindaco di Napoli.

E pensare che leggendo i quotidiani locali di stamane, lo stesso Andrea Cozzolino da Napoli, a Corigliano Calabro candidamente dichiarava: «Il vostro è un comune sciolto per ‘ndrangheta come tanti comuni campani sciolti per camorra, purtroppo» !   


                                      La replica dell’onorevoie Cozzolino

Le primarie per la scelta del candidato a sindaco di Napoli nel 2011 non furono annullate dal comitato dei garanti, ma da Andrea Orlando nominato commissario della Federazione di Napoli dall’allora segretario Pierluigi Bersani. In ogni caso, nessuna delle accuse di brogli riguardava il possibile coinvolgimento dei clan camorristici. Fu qualche mese più tardi che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli aprì un’inchiesta, in seguito archiviata, basata sull’ipotesi che nei quartieri dell’area Nord di Napoli ci fosse stato un tentativo di infiltrazione della camorra nelle primarie. Come riportato anche da alcuni quotidiani, l’inchiesta nasceva da alcune intercettazioni telefoniche tra un rappresentante di lista di un altro candidato alle primarie e personaggi sottoposti all’attenzione dell’Antimafia. Cordiali saluti, Andrea Cozzolino, eurodeputato, vice capodelegazione del PD al Parlamento Europeo
Egregio onorevole, l'indagine della DDA di Napoli cui Lei fa riferimento, solo incidentalmente, come Lei stesso afferma e conferma, ha interessato le primarie del PD per la scelta del candidato sindaco di Napoli. Tale incidentale filone, scaturito da intercettazioni telefoniche, non poteva che finire archiviato in assenza d'ipotesi di reato. Il voto di scambio, i magistrati antimafia lo sanno bene, è infatti perseguibile, a tutti i livelli, soltanto nelle elezioni "vere". Com'è noto ed ovvio, le primarie del PD sono mere consultazioni di partito. E nei partiti sono deputati a vigilare i dirigenti di partito, non i magistrati antimafia. Fa.Buo.

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