E C’E’ PURE CHI ESERCITA ABUSIVAMENTE LA PROFESSIONE

La domanda è: possono patrocinare in udienze di giudizi civili e penali avvocati iscritti nel registro degl’indagati per ipotizzati reati commessi proprio nell’esercizio della professione?

La risposta è: sì.

Certo: se nessuno impedisce loro di patrocinare, è evidente che sì. 

Accade nell’ormai ex Tribunale di Rossano e negli uffici del Giudice di Pace che ricadono nella sua ex giurisdizione.

Accade in questi giorni.

Accade a seguito di inchieste avviate dalla magistratura inquirente della ex Procura presso lo stesso ex Tribunale di Rossano.

Con Giudici che giudicano al cospetto di avvocati “sospetti”.

Con avvocati seri ed onesti, magari col ruolo di controparti processuali di quelli “sospetti” i quali mettono a repentaglio quella giustizia giusta amministrata in nome del popolo italiano.

Con avvocati seri ed onesti che, perciò, sussurrano ad AltrePagine tutta la loro insofferenza.

«Costoro son proprio delle facce toste…e noi ci ritroviamo un (ex) ordine professionale che invece di tutelare gl’interessi  generali dell’avvocatura sembra piuttosto proteggere dei presunti malandrini…».

Già.

Se è vero com’è vero che nelle ultime settimane v’è stata una serie di perquisizioni di polizia giudiziaria disposta dalla magistratura inquirente presso studi legali, se è vero com’è vero che sono stati sequestrati fascicoli e computer, il tutto, come da prassi, alla presenza del presidente dell’ex ordine degli avvocati, allora qualcosa sembra proprio “non tornare”.

Nelle stesse inchieste che vedono coinvolti taluni avvocati compaiono pure commercialisti e consulenti del lavoro, taluni di essi pure accreditati in qualità di consulenti d’ufficio dell’ex Tribunale e dell’ex Procura.

Per costoro sembra che chi di dovere abbia già provveduto a “correre ai ripari” per tutelare l’onorabilità di quanti esercitano tali professioni con serietà ed onestà.

Atti cautelativi.

Ma per l’avvocatura?

«La natura stessa della nostra professione ci suggerisce di essere garantisti pure in casi del genere», dichiara il Presidente dell’ex Ordine forense di Rossano, l’avvocato Serafino Trento.

«Siamo infatti in presenza di una serie di avvisi di garanzia, a garanzia appunto degli avvocati sottoposti ad indagine da parte della Procura», aggiunge il Presidente Trento, il quale specifica: «l’ordine forense è dotato d’un organo di rappresentanza collegiale, il Consiglio: eventuali sospensioni cautelari dall’esercizio della professione dovrebbero essere deliberate da detto organo. Purtuttavia – continua Trento – persino nel caso un avvocato venisse arrestato la sua sospensione cautelare sarebbe un atto facoltativo da parte del Consiglio dell’Ordine».

E nel marasma creato dalle inchieste che toccano l’avvocatura, c’è persino qualcuno che avvocato non è ma che continua ad esercitare impudicamente ed impunemente nelle aule di giustizia benché sia già scaduto il patrocinio legale riconosciuto dall’ex Ordine rossanese in qualità di praticante

E’ il caso d’una giovane aspirante avvocatessaanch’essa finita, manco a dirlo, nelle maglie delle inchieste condotte dall’ex Procura rossanese.

La stessa, destinataria d’un avviso di garanzia e d’una perquisizione giudiziaria presso il proprio studio (dotato abusivamente di targhe con qualifica d’avvocato) alla presenza del Presidente Trento, pure martedì 6 novembre scorso patrocinava cause nell’aula di Lavoro e Previdenza del Palazzo di Giustizia rossanese.

Sul grave caso il Presidente Trento dichiara: «Non molto tempo fa ho ricevuto una formale missiva da parte d’una ex praticante legale alla quale lo scorso mese di settembre è scaduto il patrocinio accordatole dall’Ordine, in cui la stessa dichiarava di non esercitare più. Se sta esercitando mi pare dunque evidente che si tratta di esercizio abusivo della professione, e sarebbe un reato penale che andrebbe ad aggiungersi agli altri reati che la Procura ipotizza nei suoi confronti. Tuttavia l’ufficio di Procura non è certo la mia persona o i componenti del Consiglio dell’Ordine forense»

 

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