Voti a iosa e patti “chiari”.

A un certo momento però qualcuno comincia a sentirsi fregato dagli altri. E ora gli altri l’hanno fottuto.

Il qualcuno è l’(ex) UdC Antonio Caravetta, consigliere provinciale in carica e già consigliere comunale di Corigliano Calabro prima dello scioglimento per mafia, sul cui capo pende un ordine d’arresto per associazione a delinquere finalizzata a truffare un mare di denaro all’Inps, al voto di scambio e ad altri reati.

 

Gli altri? Il segretario provinciale dell’UdC Cataldo Russo, anch’egli ex consigliere comunale di Corigliano Calabro ed oggi indagato nella medesima inchiesta giudiziaria che vede protagonista Antonio Caravetta, l’assessore regionale dello stesso partito Michele Trematerra e suo padre Gino Trematerra, europarlamentare e capo incontrastato in Calabria del partito di Pierferdinando Casini.

I “movimenti” pattuiti: Trematerra dal Senato della Repubblica all’Europarlamento (così com’è stato), il figlio Michele dall’Assessorato regionale all’Agricoltura a Montecitorio (facendo così posto ad un altro UdC della zona recentemente “allineatosi”), Antonio Caravetta o Cataldo Russo alla Regione.

Già, alla Regione. Ma Caravetta o Russo?

Negli anni più recenti i Trematerra a Corigliano hanno goduto di migliaia di preferenze “marca Caravetta”, il “re” della presunta maxitruffa perpetrata per anni ai danni dell’Inps col collaudato sistema dei falsi braccianti e delle cooperative senza terra.

Il “re” dell’UdC locale disponeva d’un fiume di voti e ne aveva un controllo “aritmetico” e quasi “militare” stando alle accuse mossegli dai magistrati inquirenti che hanno messo sotto accusa pure i suoi “basisti elettorali” individuati tra impiegati comunali e dell’Inps. Si sussurra che l’odierno indagato a una tornata comunale, superata la soglia delle cinquecento preferenze personali avesse ordinato di dirottare “il resto” sul candidato Cataldo Russo.

L’odierno co-indagato.

Ma la stessa inchiesta ha provocato l’espulsione dal partito solo e soltanto di “re” Caravetta.

I patti, allora, non erano tanto “chiari”. 

      

 

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