L’altro lato. Orizzontale, e, ovviamente, parallelo. Non è un cruciverba rompicapo. E’ la Corigliano Calabro dei pubblici vizi e dei privati peccati

Il “mercato del sesso” sulla 106, benché “resistente”, è roba da fessi dal momento che si corre il rischio d’essere sputtanati (è il verbo più appropriato benché volgare) dai Carabinieri che spesso intervengono in applicazione di quell’ordinanza municipale che fa acqua da ogni parte.

E allora? 

C’è un esercito di puttane in “mimetica”, da mesi, in ogni dove del centro cittadino. Soprattutto nella frequentatissima frazione Scalo. Pure le loro “stazioni di reclutamento” sono “mimetiche”, in particolare le fermate degli autobus urbani mete ormai quasi esclusive per le tante e i tanti stranieri senz’auto qui domiciliati. O le panchine di cemento situate sui marciapiedi di Via Nazionale, Via Berlinguer e Via Fontanelle.

Va da sè che se ci sono le puttane ci sono i puttanieri. E sono tanti.

Così, una qualcuna piacente attende apparentemente l’arrivo dell’autobus. In realtà aspetta il coriglianese di turno. Il quale, attratto, magari fa due volte il giro per “essere sicuro”. Ed evitare, al contempo, di farsi notare da occhi ed orecchie indiscreti. Così il cacciatore abborda la preda. Una fin troppo facile preda dal momento che per averla basta soltanto sborsare qualche banconota da dieci.

Poi c’è la stazione ferroviaria, da tempo ricettacolo d’ogni sorta di degrado umano ed urbano. Qui, di giorno ma soprattutto di sera, stazionano alcune giovanissime ragazze straniere, rumene pare, forse addirittura minorenni. Se le si avvicina, vendono a tutti la stessa rosa. Per pochi euro. Per una ricarica telefonica, pare, da cinque o dieci a seconda della prestazione. 

Tale andazzo è cominciato più o meno dallo scorso mese di maggio.

Verso sera, al crepuscolo di giornate che la stagione allungava, alle fermate dei bus e sulle panchine dei marciapiedi cominciavano a comparire diverse belle ragazze. Abbigliate magari in modo succinto ma non in “stile 106”. Una sola, o magari in coppia con un’altra. Apparentemente in attesa dell’autobus o dell’offerta d’un passaggio in auto. I puttanieri locali non hanno dovuto arrovellarsi per conoscerne il mestiere. 

Poi c’è il lungomare di Schiavonea, che, fuori stagione, da qualche tempo è diventato anch’esso un mimetico mercato del sesso: qui le puttane le si trova sedute sulle panchine o a passeggio intente a farsi notare ed avvicinare dai puttanieri di passaggio a bordo delle loro auto.

E, dulcis in fundo, ci sono le puttane in appartamento. Stando ai “si mormora” sono tanti gli appartamenti, sia in zone centrali che periferiche, con destinazione d’uso per puttanieri.

Che resti fra noi.  


L’AltroCommento

PURE LA CRISI VA A PUTTANE

Una (dis)economia sommersa. Più sommersa di tante altre (dis)economie sommerse attive sul territorio (videopoker ed altri giochi d’azzardo, legali ed illegali, scommesse clandestine, consumo massiccio delle tante sostanze stupefacenti che “offre” il mercato criminale organizzato e chi più ne ha ne metta).

Com’è noto, in Italia prostituirsi non è reato ma sono reati l’avviamento, il favoreggiamento e lo sfruttamento dell’altrui prostituzione. E non commette alcun reato chi va a puttane magari alla guida della propria auto sulla Statale 106 a dispetto di quanto voglia far credere alla massa quell’inutile ordinanza anti-prostituzione emessa a Corigliano Calabro da commissari straordinari e qualche sindaco. Essa, infatti, permette alle Forze dell’Ordine d’elevare all’automobilista fermo sul lato della carreggiata a “contrattare” con una puttana una (salatissima) sanzione amministrativa per intralcio al traffico veicolare. Al contempo la puttana è (lievemente) sanzionata per un motivo che fa sbellicare dalle risate: “Invito al libertinaggio”, che tradotto dal ridicolo testuale vuol dire “adescamento”.

Stando alle sussurrate indiscrezioni provenienti dalle caserme locali, a puttane sulla 106 sono stati colti maschi d’ogni età e ceto sociale. Giovani, giovanissimi, braccianti agricoli, operai, manovali, impiegati, funzionari e dirigenti pubblici e privati, insegnanti, professionisti, direttori di banca, addirittura appartenenti alle Forze dell’Ordine e sacerdoti.

Lungi da noi ergerci a moralisti per tutte queste o per altre categorie umane, tanto meno ad “indagatori” da camera da letto.

Qualche riflessione, però, ci sia consentita.

Viviamo una crisi economica fortissima, senza precedenti.

Come può conciliarsi in un tale contesto che vi siano padri i quali magari privano le loro famiglie di beni necessari – magari addirittura alimentari – destinando invece risorse a cinque minuti di personale soddisfazione mercenaria?

Se, razionalmente, si cominciasse a “togliere mercato” alla prostituzione, man mano potrebbe ridursi fino ad una sua auspicabile scomparsa quel degrado socio-urbano contro cui tutti i coriglianesi, indistintamente, da qualche anno puntano l’indice. Primi tra essi magari proprio i puttanieri. (Fa.Buo.)    

 

Di admin