Sì, giustiziato. Il Tribunale di Rossano cancellato dalla faccia della terra. Ed è “cronaca d’una morte annunciata” prendendo a prestito come sottotitolo un titolo famoso di Gabriel Garcia Marquez.

Già. Ma perché? Eppure la risposta a questa domanda la sanno tutti fingendo di non saperla (ancora?!!!), mistificando e bluffando alla grande (ancora?!!!) i soloni rossanesi e i loro accoliti coriglianesi interessati all’esclusiva auto-conservazione di essi stessi.

L’ormai defunto palazzotto della “giustizia alla rossanese” era parecchio distante dai parametri di qualità della giustizia (sic!) fissati dal Ministero per addivenire ad una razionalizzazione di quella spesa pubblica che, secondo gli ultimi governi, è necessaria per salvare l’Italia dal baratro dietro l’angolo e che gli stessi governi hanno deciso (molto discutibilmente a nostro modesto avviso) di far passare pure attraverso l’amministrazione di servizi essenziali ed irrinunciabili per i cittadini d’uno stato quali la sanità, l’istruzione e la giustizia.

Ma l’amara realtà italiana è questa e con questa bisogna fare i salati conti, volens o nolens

Perché la pacchia è finita e laddove ve n’è stata a tonnellate non poteva certo passare inosservata. Purtroppo, e vogliamo rimarcarlo, a scapito dei cittadini e dei tanti operatori del diritto non facenti parte della cricca.

Già, la giustiziata cricca rossanese. Quella dei pochi che da anni potevano fare il bello e il cattivo tempo nel defunto palazzotto. Attorniati da codazzi di giovanotti e signorine sempre in posizione prona per racimolare appena qualche…sorriso.

Ed eccola la cricca rossanese “di governo e di lotta” che ha perso i buoi e cerca (ancora?!!!) le corna. 

Manifestazioni di protesta, occupazione simbolica (?!!!) della Statale 106, sit-in permanente sotto il porticato del defunto palazzotto ed astensione dalle udienze, raccolte di firme, la ridicola pedalata fino a Roma, fin sotto il portone del Ministero di Via Arenula, da parte di due avvocati giovanotti spacciati dalla stampa per due epici “ciclo-giuristi”, come fossero autorevoli accademici col vezzo di andare a tenere le lezioni in bicicletta.

Questo e tanto altro per “salvare” la casta rossanese. Il tutto innaffiato fino ad una nauseabonda ubriacatura dalla politichetta dei vari Dima, Caputo, Antoniotti (PdL) in primis, e dei loro “opposti” alleati, i cretini di centro e di sinistra d’ogni ordine e grado, per tutti i quali il defunto palazzotto ha rappresentato per tanti, troppi anni, garanzia d’immunità e d’impunità assolute.

Attraverso le tante inchieste di polizia giudiziaria negli anni abortite e che con l’andare degli anni hanno via via persino scoraggiato qualche solerte servitore dello Stato dal voler ficcare il naso in certi affari.

E ancora: rinvii sine die d’udienze di processi penali d’una certa consistenza fino a giungere alla prescrizione matematica (durante il primo grado!!!) di gravi reati quali l’usura, la truffa, l’estorsione, quasi sempre commessi da associazioni a delinquere.

La ‘ndrangheta? E’ materia di competenza della Dda di Catanzaro, ma se l'”argomento” è utile per salvare il culo alla cricca ecco che nella lotta al crimine il palazzotto rossanese diventa come per magia un bel fort apache!

Ordunque, vadano, andiamo, tutti, nell’accorpante Tribunale di Castrovillari che da qui a qualche settimana avrà un Palazzo di Giustizia grande, moderno, e – speriamo – efficiente come finora è stato quello stesso Tribunale “in carne ed ossa”: primo in Italia (dati del Ministero) nello smaltimento dei processi penali, secondo per quelli civili. 

La cricca della  “giustizia alla rossanese” vada a imparare come a pochi chilometri si fa. 

Vadano giudici, magistrati, avvocati, cancellieri, ufficiali giudiziari ed impiegati a fare concorrenza interna ai loro colleghi. 

Lo Stato risparmierà lo spreco rossanese di tanti, troppi anni. E ne guadagnerà la Giustizia, ne guadagneremo tutti. Amen.

Foto: l’ex Tribunale di Rossano        


Ex tribunale, il bestiario 

 

«Dobbiamo salvare il Tribunale», ha detto il Deputato Giovanni Dima, «perché siamo in un posto ad alta densità mafiosa.». 

E’ lo stesso Giovanni Dima che a seguito dell’inchiesta antimafia “Santa Tecla”, a seguito della quale è stata sciolta l’amministrazione comunale di Corigliano guidata dal “suo” sindaco Pasqualina Straface, aveva detto: «La mafia nella Sibaritide non esiste se non nella fantasia di qualche giudice comunista della Dda e di qualche bolscevico giornalista da strapazzo.».

E a proposito di bestialità proferite dalla politica e dal mondo delle professioni locali, ve ne proponiamo un’accuratissima selezione. Ce ne scusino tanti altri politicanti e sindacalisti altrettanto bestiali ma più tromboni e meno divertenti… 

«…Chiedono, altresì, che le Istituzioni locali programmino ed attuino immediatamente tutte le iniziative più eclatanti, ivi compresi proclamazione di lutto cittadino, sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, occupazioni delle principali arterie di comunicazione e quanto altro necessario per far sentire la voce e la protesta dell’intero territorio per la gravissima ingiustizia subita…»

Avv. Serafino Trento, Presidente dell’Ordine Forense

Presidente, chi è morto?

«…Oggi chiediamo che venga proclamato il lutto cittadino e che venga annullata la celebrazione della festa della Madonna Achiropita. Non abbiamo niente da festeggiare. Panem et circenses non ci soddisfano più.»

Avv. Terry Madeo

Non lo abbiamo ancora capito: chi c…. è morto? 

«…Ci mobiliteremo per una manifestazione di contestazione in termini di assoluta civiltà e cercheremo di usufruire degli strumenti normativi a nostra disposizione. Dovremo trovare il modo di ottenere il decreto aggiuntivo per riparare i danni subiti. Questo decreto devastante andrà modificato.».

Giovanni Dima, Deputato

Ci sarà qualche professore di Diritto (pure d’istituto tecnico) nel Parlamento italiano che sia disposto a spiegare al collega Giovanni Dima cosa sia un Decreto Legge, cosa sia un Decreto Legislativo, e a farsi spiegare dal collega Giovanni Dima cosa sia invece un “decreto aggiuntivo”??? Pure navigando su Google il deputato di casa nostra (ahinoi!) avrebbe potuto scoprire che il motore di ricerca lo avrebbe corretto: “forse cercavi decreto ingiuntivo”…che tuttavia è tutt’altro decreto rispetto a quello “aggiuntivo” auspicato dal ragioniere Giovanni Dima da Cori-ssano…  

«…Preferisco vie differenti di azione, come valutare gli estremi di un ricorso.».

Giuseppe Caputo, Consigliere Regionale

Uomo politico adulto e maturo, “Homo Sapiens” oseremmo dire… Ma il ricorso chi sarebbe abilitato a proporlo, a chi, e per quale motivo? 

«…Gli impiegati del Ministero, vedendo la malaparata, contattano qualcuno che, negli anni precedenti, ha rivestito incarichi di prestigio all’interno del Ministero (e che ha mantenuto evidentemente i rapporti con gli impiegati). Evidentemente fa cambiare la relazione e il provvedimento e abbiamo il risultato; oppure fa il piantone nel Ministero e va via quando vede che sul provvedimento c’è il Tribunale di Rossano da sopprimere.». 

Avv. Franco Camodeca, componente del Consiglio dell’Ordine Forense

Adesso sappiamo che i film preferiti dall’avvocato sono quelli di spionaggio e controspionaggio…ministeriale. 

«…In conferenza stampa il Sindaco ha infine riferito di un incontro con il Vescovo, in cui si è ritenuto di confermare le celebrazioni patronali dell’Achiropita. Non siamo in lutto perché riteniamo che il Tribunale non sia ancora perduto. Oggi incontrerò i sindaci del territorio per verificare la disponibilità ad azione condivisa. Domani saremo da Scopelliti. Il Ministro ha dimostrato grande scorrettezza nel non aver voluto ricevere la delegazione di 20 sindaci nè, per quanto sappiamo, Scopelliti e Oliverio. Valuteremo tutte le azioni da portare avanti, ricorsi, decreti aggiuntivi, non ci fermeremo.». 

Giuseppe Antoniotti, Sindaco di Rossano

Anziché andare dal Vescovo poteva starsene in religioso silenzio… Ma nel suo “collage” di sapienza finalmente c’è la buona notizia: non è morto nessuno. Meno male.

«…Da ieri ci siamo trovati inspiegabilmente chiusi e disperati. Gli effetti devastanti li avremo tra un pò, quando andrà via la caserma dei Carabinieri, la Questura, la Compagnia della Finanza e il territorio sarà privato di qualsiasi forma di presenza dello Stato, come è stato privato dei presidi sanitari. Il disegno criminoso di chi voleva distruggere il nostro territorio si è compiuto.».

Avv. Vincenzo Scarcello, Presidente del Consiglio Comunale di Rossano

Alzi la mano chi sapeva che la Questura da tempo immemore aveva sloggiato da Cosenza per trasferirsi a Rossano. La profezia dei Maya battuta sul campo 4-0 da Scarcello. E palla al centro… 

«…Non mi sono risparmiato e non demordo, domani stesso ho intenzione di chiedere al Presidente Scopelliti di avanzare ricorso alla Corte Costituzionale e insistere per ottenere decreti aggiuntivi con cui salvare il salvabile, valutando eventualmente anche la fattibilità di un ricorso al Tar Lazio.». 

Giuseppe Antoniotti, Sindaco di Rossano

Eccolo, di nuovo lui, il primo cittadino! Chissà chi l’ha illuminato per illuminarci: Corte Costituzionale, Tar Lazio e decreti aggiuntivi a volontà. Alla faccia del “Codex purpureus”, tiè! 

«Non morirò castrovillarese!!!» 

Avv. Saverio Forciniti

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Foto: da sinistra, G. Dima, V. Scarcello, G. Antoniotti, G. Caputo

 

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