La recente fusione istituzionale tra i due ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano, la nuova città di Corigliano Rossano, i problemi sul tappeto del suo certo non facile percorso d’assestamento e di cammino futuro - nel contesto della già calda polemica che va avanti da mesi - al centro d’un editoriale del collega Matteo Lauria, direttore dell’agenzia Informazione & Comunicazione, che ha acceso un nuovo fronte di polemica social, su Facebook, da parte dell’ex consigliere comunale coriglianese Carlo Di Noia, contrario alla fusione che ha sempre definito «frettolosa e senza un’adeguata fase di studio preliminare» rispetto alla legge regionale che l’ha istituita ed al referendum popolare che l’ha approvata.

«Matteo, non condivido nulla di ciò che hai scritto. Toni estremisti i tuoi, che niente hanno a che vedere con quello che dovrebbe essere il ruolo dell'informazione, che mi aspetterei lucida ed equilibrata, specie in questa delicata e difficile fase di transizione del nostro territorio. “Noi tutti invece abbiamo il dovere di affrontare le questioni chiedendo al commissario di non essere indulgente nei confronti di quei dipendenti pubblici che manifestano resistenze al cambiamento, cambiamento, producendo con i loro atti danni alla pubblica amministrazione. Mobilità, trasferimenti, spostamenti e nei casi estremi provvedimenti disciplinari, sono queste le disposizioni da assumere nei confronti di chi tradisce l’indicazione voluta dagli elettori”. Parole terribili, queste. Molto gravi».

«Caro Carlo lo dico a Te che ami distinguerti per stile e garbo. Il fatto che tu non condivida un editoriale lo trovo più che legittimo, apprezzabile ancor di più se ti pronunziassi sul merito rispetto al contenuto complessivo e non in maniera astratta. Ma sin qui nulla contro, è la dura legge dei social. Ma quando affermi “toni estremisti i tuoi, che niente hanno a che vedere con quello che dovrebbe essere il ruolo dell’informazione che mi aspetterei lucida ed equilibrata” … qui pecchi in stile, garbo e consentimi di aggiungere in conoscenza. L’editoriale contiene un punto di vista soggettivo di un giornalista (e non solo) altra cosa è l’informazione, il fatto, la notizia. Se poi mi vuoi togliere il diritto di pensare, a questo punto mi viene da dire che forse l’atto estremista è più il tuo che il mio. Per la parte che ti ha reso cosi suscettibile, Ti preciso che il dipendente pubblico contrario alla fusione è libero di essere tale nella vita privata non certo nella funzione pubblica che esercita. Chi trasgredisce a un orientamento voluto da una legge e, nel caso di specie, rafforzato da una volontà popolare credo debba essere redarguito nelle forme consentite dalla legge. Francamente non capisco né vedo tutto questo estremismo di cui parli. Un caro saluto».

Ai due rispettivi post seguono vari commenti d’altri utenti Facebook ed il naturale battibecco tra Di Noia e Lauria, cui vi rimandiamo.