L’ex municipio di Corigliano Calabro, oggi unito nella Città unica con Rossano, viene letteralmente travolto da 40 misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari di Castrovillari su richiesta della Procura ed eseguite stamane dalla Guardia di finanza, per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. Appalti truccati insomma, da funzionari ed ex amministratori comunali in combutta con imprenditori operanti nel settore dei lavori pubblici. Sequestrate 11 tra società ed imprese. L’inchiesta è stata condotta dal procuratore capo Eugenio Facciolla (foto), il quale alle 11,30 terrà una conferenza stampa presso il Comando provinciale delle fiamme gialle, a Cosenza

unitamente al procuratore generale presso la Corte d’appello di Catanzaro Otello Lupacchini ed ai più alti ufficiali del Comando provinciale delle stesse fiamme gialle. Nella rete funzionari e dipendenti dell’attuale Comune di Corigliano Rossano, imprenditori e professionisti, ritenuti, a vario titolo, responsabili d’associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode nelle pubbliche forniture, falso ideologico, abuso d’ufficio e corruzione.

Sono 11 in tutto le imprese coinvolte, per una colossale cifra di presunti affari sporchi che s’aggirerebbe intorno ai 9 milioni d’euro. Complessivamente sono 55 gl’indagati, tra cui 5 imprenditori che sono finiti in carcere. Ai domiciliari invece, 18 imprenditori e funzionari comunali, tra cui un ex assessore ai lavori pubblici delll'ex Comune di Corigliano Calabro, Raffaele Granata. E per 7 funzionari comunali è stata disposta la sospensione dal servizio.

Individuato un vero e proprio “centro di potere”, così lo definiscono gli stessi inquirenti che da oltre un anno lavorano a 360 gradi all’inchiesta, denominata “Comune accordo”. Che ruota attorno al condizionamento delle procedure delle gare d’appalto, intrise d’episodi di presunta corruzione.